Roma, 11 apr – “Le politiche di genere e l’uguaglianza di genere sono sempre state una priorità per il ministero degli Esteri, cerchiamo di declinare questo nostro impegno attraverso la promozione di leggi adeguate in tutti i Paesi del mondo, attraverso l’impegno per un vero empowerment femminile tramite educazione e formazione e naturalmente combattiamo per l’affermazione dei diritti fondamentali della donna”. Lo afferma a 9colonne il segretario generale del ministero degli Affari esteri Elisabetta Belloni, a margine del seminario “Uguaglianza di genere alla luce degli esiti dell’VIII Conferenza Italia America Latina e Caraibi”, ospitato dalla Commissione Affari esteri della Camera presso la Sala del Mappamondo. Un evento che si inserisce nel contesto dei lavori del Foro italo-latinoamericano, istituito in linea con la Dichiarazione finale adottata dalla Conferenza. Belloni ribadisce come “il diritto principale sia quello contro la violenza: in questo senso cerchiamo anche di fare in modo che le donne che vengono colpite possano avere cure adeguate, attraverso lo sviluppo del settore sanitario”. Uno strumento di intervento privilegiato per la Farnesina – anche sul tema dell’uguaglianza di genere – è quello della cooperazione allo sviluppo, e il segretario generale sottolinea il dialogo positivo e proficuo che intercorre tra il ministero e una realtà come l’Iila, l’Organizzazione internazionale italo-latina americana e i suoi Paesi membri. “La presenza delle donne negli organi legislativi dell’America Latina e dei Caraibi – ha spiegato nel corso del seminario la presidente dell’Iila Ana María de León, delegata di Panama – è aumentata gradualmente negli ultimi anni, sebbene questi organi siano ancora composti per la maggioranza da uomini: la regione continua a mantenersi in testa a livello mondiale raggiungendo a maggio 2018, secondo i dati della Convenzione economica dell’America Latina, una media del 29,8% nel Continente attestandosi però al 19,5% nella regione caraibica. L’anno scorso 6 Paesi hanno superato la quota del 40% di donne parlamentari”. (PO / SEGUE)