Roma, 12 apr – Dal 2020 aumenta l’incentivo per il rientro dei lavoratori dall’estero: i redditi da lavoro dipendente o assimilati e da lavoro autonomo concorreranno all’imponibile Irpef nei limiti del 30 (e non più del 50) per cento e basterà che il lavoratore sia andato via dall’Italia due (e non cinque) anni prima. Non servirà più essere impiegati presso un’azienda italiana, avere ruoli direttivi o essere in possesso di requisiti di elevata specializzazione, come oggi. Basterà semplicemente svolgere prevalentemente l’attività in territorio italiano. Il beneficio viene anche prorogato per ulteriori cinque anni per chi ha un figlio minorenne o per chi acquista casa dopo il rientro o nei 12 mesi precedenti. Il beneficio aumenta fino al solo 10 per cento per chi si trasferisce al Sud. Viene anche istituito un apposito portale per chiunque risieda all’estero e vuole trasferirsi in Italia, con tutte le indicazioni sugli incentivi fiscali, gli adempimenti burocratici, le offerte di lavoro dei centri per l’impiego, quelle per personale altamente qualificato e i concorsi della Pubblica Amministrazione. (SEGUE)