Roma, 12 apr – “La questione è culturale. L’avete letto diverse volte sulle
pagine di questo piccolo blog. E ho passato l’ultimo anno a occuparmene, ed è
stato un anno bello e intenso. Ho frequentato persone, idee e parole che mi hanno
confermato che le cose più importanti stanno fuori dai dibattiti correnti e
corrivi della politica italiana. Ho trovato più senso nelle pagine di Langer e
negli appelli di Greta che in milioni di ore di dibattiti televisivi e social,
pieni di propaganda, di trucchi, di truffe. Di cose insensate. Le questioni,
quelle vere, stanno tutte insieme, una dentro l’altra come in una matrioska. La
figura, la bambola più grande è quella del clima. Anche se appare piccola
(minuscola in Italia), è gigantesca. Dentro ci stanno tutte le altre, le
disuguaglianze, le migrazioni, il nostro modello di sviluppo. E il baratro che si
sta aprendo davanti a noi. È per questo che troverete il mio nome nelle liste
dell’Europa Verde nel Nord Ovest e nel Centro Italia (con Possibile per i Verdi
europei, insomma). Per un paio di mesi darò una mano a una proposta di
cambiamento radicale dell’Unione europea e del mondo (l’Unione europea a questo
deve servire, a cambiare il mondo) e alla questione di cui tutti saranno presto
obbligati ad occuparsi. Se non lo faranno, saremo spacciati”. Lo scrive sul
proprio blog Giuseppe Civati, fondatore di Possibile, annunciando la candidatura
alle Europee con la lista Europa Verde. “Mi metto al servizio dei ragazzi che
vogliono salvare il pianeta – aggiunge Civati nel suo post -a e che hanno già
cominciato a salvare l’anima di tutti quelli che li ascoltano. Alla testa della
lista saranno ragazze speciali, favolose, perché come dice uno slogan bellissimo
«tocca a loro»: come un candidato tra gli altri, in rigoroso ordine alfabetico,
porterò avanti le cose di cui in questi mesi ho sentito parlare ovunque, tranne
che nei salotti politici. Non cerco un posto, ho avviato un’attività che
proseguirà il suo lavoro, ma do il mio contributo perché l’Italia ha il dovere di
diventare un posto migliore. E così l’Europa, di cui facciamo parte, per ragioni
molto importanti, anzi, decisive. Questo è quanto, per oggi. Ora esco. È venerdì.
Passo a prendere Nina a scuola e ci vediamo in piazza”.(red)