Roma, 12 apr – La strada per le pari opportunità sembra essere ancora tutta in salita analizzando i dati che sono emersi oggi durante il Foro Italo-Latinoamericano “Alleanza italo latinoamericana per la promozione dell’uguaglianza di genere” che si è svolta alla Farnesina, organizzato dal ministero degli Esteri e dall’Istituto italo-latinoamericano. In ambito politico, lavorativo, economico, imprenditoriale, familiare: non c’è un settore in cui la donna non riscontri maggiori difficoltà nell’affermarsi e nel rendersi indipendente. Ci sono differenze importanti da Paese a Paese, ma il problema è ancora ovunque. Per non parlare di quegli Stati, circa 40 in tutto il mondo, dove non esiste alcuna legge a favore delle donne e dell’uguaglianza di genere, come ha evidenziato José Antonio Belaunde, rappresentante in Europa della Caf (Corporación Andina de Fomento). Ed è qui che risiede l’importanza del foro di oggi con rappresentanti delle istituzioni italiane e latinoamericane: è urgente trovare dei punti dai quali partire per un’azione comune, per un’alleanza volta alle pari opportunità per tutte le donne e le bambine. Perché solo il 10% dei capi di governo e di Stato del mondo sono donne e solo il 23% parlamentari nel mondo sono donne, come ha dichiarato Simona Lembi, presidente della commissione Pari opportunità dell’Anci e consigliera comunale di Bologna, che ha messo in rilievo le politiche messe in campo dai Comuni per promuovere pari condizioni tra uomo e donna in politica e nella società, a partire dai primi asili nido 40 anni fa “nella totale assenza di una politica nazionale in tal senso”, ha detto Lembi, fino ai centri antiviolenza e all’introduzione a livello legislativo la doppia preferenza di genere nelle elezioni amministrative. (PO / SEGUE)