Torino, 15 apr – Autentica nella semplicità e coinvolgente nelle testimonianze. È andata così, domenica a Rivoli, la giornata in ricordo dei rivolesi emigrati all’estero – scrive nel week end L’Arena – durante la quale è stato inaugurato in piazza Busolli il monumento in nembro rosato donato da Carlo Ortombina al Comune e all’ intera comunità. I bambini della scuola primaria, coinvolti nell’ iniziativa, hanno cantato e partecipato in prima fila alla cerimonia davanti al nuovo cippo voluto, in accordo con il sindaco Armando Luchesa e la sua amministrazione, dal settantacinquenne Ortombina, cresciuto in campagna e diventato un affermato rappresentante nel settore lapideo in Germania, dove arrivò nel 1966 per lavorare da artigiano il marmo e senza sapere una parola di tedesco. La cerimonia in piazza è stata assai partecipata, come la messa e l’incontro nella sala consiliare con Ortombina, il vicepresidente dell’associazione «Veronesi nel mondo» Enzo Badalotti, il sindaco Luchesa e i consiglieri comunali. “Il Comune da solo non avrebbe potuto fare tanto, siamo grati a Carlo e crediamo nell’ importanza di coinvolgere sempre la scuola”, dichiara Luchesa. Nelle intenzioni del donatore emigrato e tornato a Rivoli, socio dell’associazione «Veronesi nel mondo», l’opera vuole essere un segno tangibile per ricordare chi, prima di lui e come lui, ha dovuto lasciare il paese natio e gli affetti per cercare lontano lavoro e fortuna. (Red)