Milano, 15 apr – L’Italia è il maggior produttore di pasta mondiale; il settore è dunque un vanto e un simbolo tra le molte eccellenze italiane che ci invidia il mondo. Ma i dati – scrive Il Giorno -evidenziano che l’industria molitoria nazionale è dipendente per il fabbisogno dalle importazioni. L’Italia ha scelto che la provenienza geografica in etichetta sia obbligatoria per la carne, frutta e verdura fresche, uova, miele, olio extravergine di oliva, pesce, latte, formaggi, burro, pasta e riso. Il nuovo provvedimento, previsto dalla Ue sulla nuova etichettatura d’origine, entrerà in vigore nell’aprile 2020. Il regolamento esecutivo prevede che i produttori saranno obbligati a fornire in etichetta le informazioni sull’ origine, solo quando il luogo di provenienza dell’alimento è indicato – o anche semplicemente evocato – in etichetta e non sia lo stesso di quello del suo ingrediente primario. Insomma per far bene si rischia di creare una condizione meno ristrettiva nelle norme europee di quanto preveda quella nazionale. Un altro problema che l’Europa dovrà chiarire. (Kgn)