Roma, 2 lug – “Il Foundation agreement, vincolante in tutte le sue parti e con una durata di 20 anni continua il sottosegretario – mantiene l’acquis del precedente Accordo di Cotonou, definisce gli ambiti di cooperazione bilaterale sulle priorità strategiche comuni e condivise: migrazioni e mobilità, diritti umani, sostegno alla democrazia, sviluppo sostenibile ed inclusivo, ruolo degli investimenti, settore privato e commercio estero, lotta al cambiamento climatico, pace, sicurezza e giustizia. Un capitolo specifico viene infine dedicato alla cooperazione internazionale, con l’impegno al rafforzamento delle istituzioni multilaterali e al rispetto e all’attuazione dei trattati e delle convenzioni internazionali. La nuova cornice istituzionale del futuro partenariato Unione Europea-ACP troverà, tuttavia, il centro di gravità nelle tre partnership regionali, attraverso la creazione di un consiglio regionale specifico per ciascun pilastro geografico. Tali consigli saranno la sede del dialogo politico bilaterale e l’autorità responsabile per l’attuazione della priorità specifica identificata in ciascuna partnership regionale. Desidero sottolineare che le direttive negoziali approvate il 22 giugno 2018 sono in linea con le priorità politiche dell’Italia, che ha posto l’accento in particolare sulla salvaguardia dell’acquis maturato grazie all’Accordo di Cotonou e sul mantenimento della natura giuridicamente vincolante per il futuro accordo post-Cotonou. Per quanto concerne le specifiche tematiche del futuro accordo in materia di immigrazione, l’Italia ha insistito in sede di dibattito con gli altri Stati membri affinché si adottasse un approccio olistico, coerente e bilanciato, capace di includere i diversi aspetti connessi ai fenomeni migratori. In materia di cooperazione culturale – sottolinea ancora Merlo – l’Italia ha proposto una riflessione sul ruolo fondamentale della promozione e protezione del patrimonio culturale quale motore di sviluppo sociale ed economico e facilitatore delle relazioni fra l’Unione europea e le tre regioni”. (SEGUE)