Dopo 9 anni gli Stati Uniti portano uomini in orbita – gli astronauti Doug Hurley e Bob Behnken – grazie ai privati: da Cape Canaveral è stata lanciata la capsula Crew Dragon della SpaceX. Il lancio è avvenuto ieri alle 21.22 italiane. La manovra di aggancio è attesa alle 16,27 di oggi, mentre alle 18,45 è prevista l’apertura del portello. La piattaforma 39A di Cape Canaveral è la stessa da cui nel 1969 sono partiti gli astronauti dell’Apollo 11 per la prima missione sulla Luna. E la stessa che si è chiusa al volo umano nel 2011, dopo l’ultima missione del programma Shuttle. Con questo volo gli Usa riguadagnano l’autonomia dalla Russia e dalla sua Soyuz, inaugurando la navetta Crew Dragon. Mandare un equipaggio sulla Stazione spaziale internazionale è infatti il primo passo di una corsa allo spazio 2.0, che dall’orbita bassa guarda alla Luna per raggiungere poi lo spazio profondo e Marte. La Nasa sta lavorando incessantemente al programma Artemis, che punta a inviare un equipaggio sulla Luna e mettere in orbita il Lunar Gateway entro il 2024. Un’impresa in cui ancora una volta il contributo delle aziende private sarà cruciale, così come quello delle altre agenzie spaziali. Fondamentale il ruolo dell’Europa: nei giorni scorsi l’annuncio dell’Esa di un nuovo accordo siglato con Airbus per la costruzione del terzo modulo di servizio della capsula Orion – il mezzo con cui il prossimo uomo e la prima donna sbarcheranno sulla Luna. “Incredibile” è stato il commento del presidente degli Stati Uniti Donald Trump. “Una giornata storica per gli Stati Uniti che dopo 9 anni tornano ad avere un accesso autonomo per gli astronauti verso la Stazione Spaziale Internazionale con il lancio della missione Crew Dragon Demo-2, grazie alla partnership pubblico-privato tra NASA e SpaceX – commenta il presidente dell’Agenzia Spaziale Italiana – Giorgio Saccoccia Un passo significativo che segna l’inizio di una nuova era commerciale per i voli spaziali umani. C’è anche il contributo dell’Italia a questo lancio, grazie al supporto fornito dalla base dell’Agenzia Spaziale Italiana (ASI) Broglio Space Center (BSC) di Malindi in Kenya, che fa parte delle stazioni di tracking che hanno seguito il volo della Crew Dragon verso la Stazione Spaziale. Un ringraziamento particolare a tutto lo staff dell’ASI, che ha garantito l’apertura e l’operatività della base durante questo periodo di emergenza Covid. Voglio, soprattutto, fare le congratulazioni alla Nasa, nostro partner storico da più di 50 anni, per questo nuovo traguardo!”. (Red – 31 mag)