Nella sua progressione fino ad adesso inarrestabile, l’epidemia da Covid-19 ha raggiunto la soglia di 771.074 morti accertati nel mondo e di 21.460.392 contagi, di cui 13.447.588 tornati negativi, secondo l’autorevole osservatorio della Johns Hopkins University. Gli Stati Uniti restano il paese col bilancio più pesante di vittime 169.481 seguiti da Brasile (107.232), Messico (56.543), India (49.980), Gran Bretagna (46.791), Italia (35.392), Francia (30.410), Spagna (28.617) e Perù (25.856). Al momento il nuovo coronavirus viaggia con velocità differenti nelle varie aree del mondo: quelle dove la pandemia è ancora in fase montante a tal punto che è pressoché impossibile attuare delle strategie di tracciamento per limitare i contagi e dove il sistema sanitario in molti casi non è in grado di fronteggiare la situazione sono quelle dell’America Latina e di gran parte dell’Asia meridionale mentre negli Usa, dove comunque i numeri “assoluti” si mantengono altissimi, si sta registrano un calo percentuale sia delle letalità che delle nuove infezioni che può far sperare in una frenata del morbo. Nei paesi europei, che di fatto avevano superato la prima apparizione della SARS-CoV-2, di fronte al peggioramento dei dati la seconda ondata si fa di giorno in giorno più probabile.
ITALIA. Il deterioramento della situazione non risparmia nemmeno il nostro Paese, dove ieri si è registrato l’ennesimo aumento dei contagiati da Covid-19 nelle 24 ore: 629, contro i 574 del giorno precedente per un totale di 253.438 infezioni accertate dalla comparsa del morbo (di cui 203.640 tornate negative). In Veneto (+120), Lombardia (+94) e Emilia Romagna (+71) i maggiori incrementi. Solo in Trentino e Valle d’Aosta non si sono registrati nuovi casi. I tamponi effettuati sono stati 53.123, in crescita rispetto ai 46.723 di ieri. Una percentuale sempre più alta di nuovi contagi è causata dalle infezioni provenienti da chi si è recato all’estero in vacanza, soprattutto giovani e giovanissimi, il che ha portato il ministro della Salute Roberto Speranza, intervistato dal Tg1, a lanciare l’ennesimo appello alla responsabilità: “Capisco che c’è volontà di uscire, di vivere dopo i mesi di lockdown ma se contagiano genitori o nonni rischiano i produrre un danno reale. Al momento abbiamo lasciato tre regole fondamentali, che valgono per i giovani ma valgono per tutti: indossare la mascherina, obbligatoria al chiuso ma va indossata anche all’aperto se c’è il rischio di incrociare altre persone; il distanziamento di un metro; lavarsi le mani”. (16 AGO / DEG)