Roma, 8 ott – “L’imminente ritorno di massa in presenza per tutti i dipendenti della
Pubblica Amministrazione è un passo falso, frutto di una visione anacronistica del
lavoro e dei servizi. Il lavoro agile è uno strumento dalle enormi potenzialità che a
nostro avviso va reso strutturale, senza voler per questo sminuire il lavoro in
presenza, che nessuno pensa di poter cancellare e che rimane indispensabile per
alcune funzioni, come i servizi di sportello per i cittadini”. Lo affermano i
senatori del Movimento 5 Stelle in commissione Affari Costituzionali Vincenzo
Garruti, Maria Laura Mantovani, Gianluca Perilli, Vincenzo Santangelo e Danilo
Toninelli. “Dopo alcune intemperanze verbali contro lo smart working – aggiungono –
il ministro Brunetta ha promesso di voler lavorare alla sua strutturazione, ci
auguriamo che lo faccia quanto prima. Ad oggi purtroppo vediamo solo la scelta miope
del ritorno in ufficio per tutti dal 15 ottobre. La precedente ministra, la nostra
Fabiana Dadone, durante la pandemia aveva lanciato le linee guida per la redazione
del Piano Organizzativo del Lavoro Agile. Non è facendo risuonare il clic del
cartellino che la PA risorgerà in efficienza ed efficacia. Tornino al lavoro in
presenza solo i dipendenti che hanno un progetto o mansioni che richiedono tale
scelta. La PA deve essere in grado di misurare la produttività di tutti i lavoratori,
senza assegnare doti miracolistiche alla mera presenza in ufficio. La tecnologia ci
dà strumenti formidabili per gestire il lavoro agile strutturale dando più efficienza
alla PA, non meno. Inoltre sono evidenti i benefici indiretti: meno traffico sulle
strade, meno assembramenti sui mezzi pubblici, risparmi economici ingenti per il
minor utilizzo degli uffici, miglior qualità della vita per i dipendenti pubblici,
sempre all’interno di efficaci sistemi di rilevazione della produttività. Per la PA
di domani servono lungimiranza e visione ampia. Altrimenti si fa solo demagogia
spicciola”.