Roma, 8 ott – Via libera delle Commissioni Giustizia e Industria al decreto sulle crisi
d’impresa. Da segnalare una piccola divisione nella maggioranza: bocciato infatti un
subemendamento di Iv alla proposta dei relatori Modena (Fi) e Collina (Pd) che riscrive
la norma sull’istituzione della piattaforma. Il testo imponeva il rispetto
dell’equilibrio di genere nella composizione della commissione della Camere di
commercio chiamata a scegliere gli esperti che si occupano di assicurare la continuità
aziendale delle imprese. Queste le altre modifiche approvate: gli esperti non potranno
intrattenere rapporti con l’imprenditore nei primi due anni dalla fine della procedura
di salvataggio e le istanze di accesso alla composizione negoziata delle crisi
d’impresa, se respinte, non potranno essere ripresentate prima di un anno
dall’archiviazione. Fintecna, oltre a occuparsi delle società partecipate (non solo di
quelle statali), potrà essere nominata società liquidatrice per le grandi imprese in
stato di liquidazione che hanno già dismesso comparti aziendali o che sono in ritardo
nell’attuazione dei programmi della procedura d’insolvenza. Inserito infine un articolo
che bandisce un concorso per 500 magistrati ordinari entro sei mesi dall’entrata in
vigore della legge di conversione. Dalla prossima settimana, con alcune audizioni,
entrerà poi nel vivo l’iter dell’altro decreto sul coordinamento delle indagini sugli
infortuni sul lavoro, all’esame delle Commissioni Giustizia e Lavoro. (SEGUE)