Strasburgo, 8 ott – “Il compromesso raggiunto su un’aliquota minima globale di imposta sui profitti al 15% è un passo indietro rispetto alle grandi aspettative riposte dai cittadini nella trattativa in sede Ocse per un fisco equo e solidale che potesse archiviare la vergognosa stagione dei paradisi fiscali. L’Irlanda ha ottenuto che l’aliquota da applicare alle multinazionali non vada oltre il 15% e inoltre potrà mantenere il suo tasso del 12.5% per le imprese con meno di 750 milioni di fatturato. L’aliquota di partenza proposta dagli Stati Uniti di Biden e da molti Stati europei era del 21%. È sicuramente importante che finalmente si arrivi a un modello vincolante di tassazione unitaria delle multinazionali che così dovranno pagare le tasse laddove conducono realmente la loro attività economica, ma con questo accordo è innegabile che le uniche a festeggiare saranno le multinazionali che continueranno a godere di un trattamento privilegiato rispetto a tutte le altre imprese e ai cittadini stessi. Con una aliquota al 15% l’Italia recupererà appena 2,7 miliardi di euro di gettito, contro i 7,6 miliardi che avrebbe recuperato se l’aliquota fosse stata del 21%. I paradisi fiscali creano un danno di credibilità enorme per la nostra Europa e sono la principale causa di perdita di gettito per le finanze pubbliche, come dimostra anche l’inchiesta giornalistica dei Pandora Papers. Con queste risorse potremmo tagliare le tasse alle piccole e medie imprese e sostenere i cittadini più in difficoltà. La nostra battaglia non finisce qui”. Così Fabio Massimo Castaldo, europarlamentare del Movimento 5 Stelle e Vicepresidente del Parlamento europeo, in una nota. (red / UE)