Roma, 11 ott – Non sarà facile aggiudicarsi il titolo di Città creativa dell’Unesco. Ma un passo, grande, è già stato fatto: l’Italia, tra le 11 candidate di quest’anno, sostiene Como, che partecipa per il settore dell’artigianato tessile, e Modena, per il campo Media Arts. Ora ci sono altre 70 città nel mondo con le quali confrontarsi per vincere la sfida. “Molte, troppe – ha commentato Luca Levrini, presidente della Fondazione Volta, su La Provincia di Como nell’edzione del weekend – sono state tante le città che proprio quest’ anno, il più difficile, hanno capito quale opportunità rappresenti appartenere all’ Unesco Creatives cities Network. Si condivide un’ esperienza con il mondo e per Como si è scelto il tema del tessile, della moda sostenibile”. Nel 2019 Como aveva già tentato una candidatura come Città della Seta, in questo caso si è invece ragionato su quale potesse essere un tema efficace, esclusivo ma anche capace di intercettare un interesse internazionale. Si è individuato nella moda sostenibile il tema capace di sollecitare l’ interesse nel mondo, l’ industria della moda è la seconda più inquinante, ma anche di raccontare il percorso di sostenibilità concreto e faticoso che la filiera comasca sta affrontando. Per fine ottobre è atteso il verdetto. (Kgn)
