Roma, 11 ott – David Card ha così analizzato gli effetti sul mercato del lavoro
dei salari minimi, immigrazione e istruzione. I suoi studi dei primi anni ’90 hanno
sfidato le conoscenze convenzionali, dimostrando, tra l’altro, che aumentare il
salario minimo non porta necessariamente a meno posti di lavoro, oppure che i
redditi di chi è nato in un paese possono beneficiare dell’arrivo di una ondata
migratoria. O ancora, che le risorse nelle scuole sono molto più importanti per il
futuro successo del mercato del lavoro degli studenti rispetto a quanto si
ritenesse precedenza. A metà degli anni ’90, Joshua Angrist e Guido Imbens hanno
quindi risolto alcuni problemi di ordine metodologico, dimostrando come si possano
trarre conclusioni precise su causa ed effetto anche da esperimenti naturali come
quelli condotti da Card.
(Sis)
