Roma, 11 ott – La Commissione Finanze dovrebbe approvare i pareri al decreto contro
il caro-bollette, all’atto aggiuntivo alla convenzione tra Ministero dell’economia e
Agenzia delle entrate per la definizione dei servizi dovuti, delle risorse
disponibili e delle strategie per la riscossione e alla Relazione sui criteri per la
revisione del meccanismo di controllo e discarico dei crediti fiscali non riscossi.
Su quest’ultimo provvedimento c’è una proposta di risoluzione depositata dai relatori
Fenu (M5S) e Bagnai (Lega) contenente numerosi impegni al Governo sul riordino
proprio della riscossione, all’interno della più complessiva riforma fiscale.
Innanzitutto andrà approntato un meccanismo automatico di discarico dei crediti
realmente inesigibili, senza oneri amministrativi a carico degli enti creditori; e
per evitare che se ne formino altri, bisognerà potenziare la riscossione con più
risorse strumentali e di personale, più poteri di indagine e controllo periodico al
soggetto riscossore e un’effettiva interoperabilità delle banche dati. Inoltre, se il
contribuente non regolarizza il debito, le azioni di recupero dovranno essere
predisposte secondo un piano annuale adeguato alla capacità operativa dell’Agente
della riscossione, raggruppando i crediti per valore. Andrà poi rimodulato anche il
sistema sanzionatorio, con multe proporzionate alla gravità dell’illecito contestato:
mano più leggera dunque per chi non versa imposte regolarmente dichiarate ma non
pagate per comprovate difficoltà economiche e più pesante per chi elude o tenta di
eludere sistematicamente ed in modo ingiustificato l’attività di riscossione
(compresa la possibilità di aggredire il patrimonio personale). Va inoltre
semplificata la normativa dei tassi d’interesse, equiparando quelli dovuti per
tardivo pagamento a quelli riconosciuti dalla Pubblica Amministrazione. A livello
organizzativo, si chiede una riforma della governance dell’Agenzia della Riscossione,
attribuendo maggiore controllo a quella delle Entrate e infine si chiedono modalità
di rientro graduale dei debiti derivanti dai piani di rateazione sospesi per la
pandemia, eventualmente rimodulando i piani originari. (Pon)
