Roma, 14 ott – “La fuga dei cervelli, il cosiddetto ‘brain drain’, rappresenta un
problema per il nostro Paese. Abbiamo visto i numeri negli ultimi anni, stiamo
arrivando a più di 100 mila persone che ogni anno lasciano l’Italia per andare
all’estero e stiamo tornando a livelli che non vedevamo dagli anni settanta e dalla
fine degli anni sessanta. Molti di questi sono giovani, spesso laureati, e quindi la
loro partenza va a depauperare il tessuto socio-economico del nostro Paese”. Massimo
Ungaro, deputato di Italia Viva eletto all’estero, ha introdotto così i lavori di un
convegno che si è svolto a Montecitorio sul tema “Come fermare la fuga dei
cervelli?”, per fare un primo bilancio sugli incentivi fiscali per l’attrazione del
capitale umano in Italia. “Storicamente – sottolinea il parlamentare eletto in Europa
– il nostro è sempre stato un Paese a forte emigrazione, basti ricordare le
emigrazioni transatlantiche del Novecento o anche quelle verso la Germania e la
Svizzera nel secondo dopoguerra, ma ora per la prima volta la nostra emigrazione non
è associata a una diminuzione della pressione demografica sulle nostre terre. Oggi
partono le persone più istruite, che potrebbero aiutare il nostro Paese creando
un’azienda, facendo degli investimenti, formando una famiglia e infatti l’Italia ne
risente. Si tratta di un sintomo a cui dobbiamo cercare di dare una soluzione:
l’asimmetria tra domanda e offerta nel mercato del lavoro ci dice che molte nostre
aziende cercano figure professionali che non riescono a trovare in Italia. Da qui –
aggiunge Ungaro – l’importanza di difendere e attuare gli sgravi fiscali previsti per
il rientro che aiutano il collocamento di figure professionali dall’estero, sia
italiane che straniere, che decidono di trasferirsi in Italia”. (SEGUE)
