Bellinzona, 23 set – Il Tribunale federale delle assicurazioni ha accolto il ricorso dell’Organizzazione cristiano sociale (Ocst) in merito all’affiliazione coatta ad una cassa malati svizzera di oltre 600 frontalieri. “Questi ultimi – spiega in una nota l’Ocst – non sono mai stati raggiunti dalle lettere dell’Ufficio dell’assicurazione malattia del Canton Ticino (Uam), che chiedeva loro di esercitare il diritto di opzione in merito alla copertura delle cure medico-sanitarie: o in Italia o in Svizzera. Lettere che non sarebbero state inviate per raccomandata e i cui destinatari mancanti all’appello sono così stati assoggettati in Svizzera. L’Ocst ha così impugnato la decisione, ottenendo il riconoscimento della sua tesi in seconda istanza di ricorso. Una decisione che – si legge – ha permesso di salvare numerosi frontalieri, la maggior parte con situazioni precarie, che resteranno dunque coperti per le spese mediche secondo le norme dello Stato italiano” le quali vengono riconosciute tramite tassazione indiretta. Per evitare il rischio di affiliazioni coatte, inoltre, il Gran Consiglio ha adottato una risoluzione che prevede una nuova procedura di sanatoria per i nuovi frontalieri, la quale ha introdotto pure un diritto di opzione direttamente nel formulario per la richiesta del permesso di lavoro onde evitare affiliazioni coatte. (Com)