Palermo, 3 nov – “Trasferimento dei diritti delle donne”: così definisce la perdita di alcuni diritti come conseguenza del trasferimento in un Paese diverso dal proprio, Clelia Bartoli, docente di Diritti Umani alla Facoltà di Giurisprudenza dell’Università di Palermo, che ha raccolto nel volume “Esilio Asilo” una serie di studi e storie su donne migranti e richiedenti asilo in Sicilia. Fino alla politica dei respingimenti nel Mediterraneo, il canale di Sicilia è stato la porta del diritto d’asilo per l’Italia. E sono molte le donne straniere rimaste nell’isola sia per le occupazioni nel lavoro domestico e nella cura agli anziani, sia perché sposano uomini siciliani. Dal punto di vista del lavoro, si assiste anche alla ‘femminilizzazione’ di alcune comunità, come i Tamil, che a Palermo hanno la rappresentanza più numerosa in Europa e in cui gli uomini fanno lavori tradizionalmente appannaggio delle donne.
(Com)