Roma, 23 dic – Pechino mette al bando l’inglese: è di ieri la decisione dell’Amministrazione generale per la stampa e le pubblicazioni di vietare parole e abbreviazioni straniere a tutte le pubblicazioni cinesi per salvaguardare la purezza della lingua locale. La Società Dante Alighieri, che da Palazzo Firenze fa sentire il proprio appoggio a Pechino e a tutto il “gigante asiatico”: “Dai cinesi ci giunge un vero e proprio esempio di coscienza nazionale – afferma l’ambasciatore Bruno Bottai, presidente della ‘Dante’ -: tutti noi riconosciamo l’indiscusso valore dell’inglese quale idioma veicolare, ma consideriamo comunque irrinunciabili la difesa e la promozione della nostra lingua, simbolo di identità ed elemento unificatore dell’Italia. Per questo condividiamo in pieno la presa di posizione della Cina, custode di una lingua di millenaria cultura”.