Reggio Emilia, 21 gen – “La velocità con la quale abbiamo lavorato negli anni scorsi sono state rese possibili anche grazie a un bilancio che ha sempre avuto una accelerazione. Ora dobbiamo fare molte e preziose cose con meno risorse di prima, continuando a mettere a frutto le risorse già presenti in Regione, valorizzare di più e meglio le risorse estere e i progetti delle associazioni regionali. Se per uscire dalla crisi internazionale c’è bisogno del rilancio dei territori e delle loro eccellenze, forse anche quel pezzetto di politica estera che è costituita dal nostro lavoro, può servire alla nostra economia”. Lo ha detto la presidente della Consulta degli emiliano-romagnoli nel mondo, Silvia Bartolini, aprendo la due giorni della Consulta. “Quello che ho considerato pesante – ha detto la Bartolini – è il clima che si è generalato attorno alle politiche rivolte agli italiani all’estero, e il ritenere da parte di qualcuno che i tagli alla Consulta siano punitivi. In questi anni siamo passati dalla retorica più incredibile, ascoltata ai tempi della approvazione della legge sul diritto di voto per corrispondenza attribuito agli italiani all’estero, ai tentativi di azzerare Comites e Cgie con un colpo di spugna. Si è passato dal pensare a una concessione della cittadinanza italiana sin troppo ampia rispetto al sentimento di italianità che poteva trovare soddisfazione con la sola partecipazione alle iniziative italiane all’estero, alla chiusura di consolati come quello di Liegi, terra con una rilevantissima presenza di italiani, e al taglio drastico di finanziamenti ai corsi di italiano all’estero che sono uno straordinario volano per promuovere la cultura italiana all’estero”.
(Sis / Po)