Torino, 20 mag – Rivedere il sistema di call center negli uffici consolari; non limitare a internet sistema di appuntamenti, evitare la chiusura di sedi dove vi sono importanti comunità italiane, utilizzare un funzionario itinerante per la raccolta delle impronte digitali, strutturare meglio la rete coinvolgendo di più i Comites, che conoscono meglio i vari territori; aprire sportelli consolari ove sia necessaria la chiusura di sedi di rappresentanza, mantenere ed estendere la rete degli uffici onorari, valutare la possibilità di un maggior utilizzo di personale contrattista, anche se già oggi è oltre il 50%. Sono queste le richieste formulate dalla commissione del Cgie sulla rete consolare, e riassunte da Dino Nardi nella sua relazione. “La rete consolare è lo specchio dell’inefficienza dell’Italia” spiega Nardi. (Sis)