Roma, 7 nov – “Non siamo affatto soddisfatti di come funziona la rete consolare e auspichiamo ad una sua riorganizzazione, una sua razionalizzazione”. Queste le parole di Elio Carozza, segretario Generale del Cgie, all’Assemblea plenaria iniziata ieri a Roma. Il segretario Carozza ha mostrato preoccupazione riguardo alla situazione della rete diplomatico–consolare, punto discusso animatamente nella giornata di apertura ai lavori. “Noi ci preoccupiamo sui servizi da dare ai nostri concittadini – ha sottolineato – Non si può pensare di chiudere una struttura senza prevedere servizi aggiuntivi e su questo punto stiamo lavorando con il Ministero degli Affari Esteri nel quadro di una vera e propria ‘mappatura’. Adesso è necessario avere una visione globale su quello che il governo ha intenzione di fare riguardo alla rete diplomatico-consolare”. Per quanto riguarda il recupero delle risorse finanziare destinate alle comunità italiane all’estero, precedentemente “congelate” a inizio anno nel quadro delle disposizioni di controllo della spesa pubblica previste dalla Finanziaria 2007, il segretario ha sottolineato che “è necessario riconoscere una certa tendenza al rafforzamento dei capitoli di bilancio che quest’anno è stata fortemente consolidata. Risorse finanziare necessarie, soprattutto all’assistenza sanitaria, alla lingua e alla cultura dei nostri connazionali all’estero”. Per quanto riguarda, invece, la questione del voto all’estero e quindi la riforma dell’ordinamento costituzionale con particolare riferimento agli italiani nel mondo, il segretario Carozza ha sottolineato che “nel quadro di questa riforma dello Stato si dovrebbe riflettere e osservare su come si situa questa conquista che hanno avuto i nostri connazionali”. “Credo che il nostro Paese stia rimettendo in discussione un po’ tutta l’architettura dello Stato. Quando noi immaginiamo che stanno portando la presenza tra deputati e senatori da quota mille a 550, credo sia necessario anche noi come Comitato partecipare a questa profonda discussione”.
(Cec)