Manchester, 31 lug – “Il nuovo proprietario del Manchester
City è un nemico dei diritti umani della peggior specie”: la pesante accusa nei
confronti del magnate thailandese Thaksin Shinawatra viene da Human Right
Watch, associazione che si occupa proprio di denunciare gli abusi dei diritti
umani in giro per il mondo. Secondo Hrw, è incredibile come Shinawatra abbia
ottenuto da parte della Premier League il permesso di acquistare il City,
definendolo “persona appropriata” dopo un test volto proprio a stabilire se il
candidato ad assumere la guida di un club ha i requisiti e il background adatto
per farlo. Shinawatra tuttavia, che è stato premier della Thailandia dal 2001
al 2006, nega con forza ogni accusa nei suoi confronti e afferma che quando
avrà la garanzia di un giusto processo tornerà in patria per dimostrare la
propria innocenza. Nel frattempo, si di lui pesano le accuse di Hrw, supportate
anche in gran parte da Amnesty International: secondo le due associazioni
umanitarie, Shinawatra nel corso della cosiddetta “guerra alla droga” del suo
governo avrebbe ordinato l’esecuzione sommaria di 2500 persone in tre mesi
all’inizio del 2003, oltre ad aver chiesto all’esercito di utilizzare ogni
mezzo per sopprimere una rivolta nel sud del Paese e di aver sostanzialmente
imbavagliato tutti i media ancora liberi della Thailandia. “Le accuse nei
confronti del mio cliente non sono mai state provate – afferma con forza
l’avvocato di Shinawatra, Noppadol Pattama – L’ex presidente merita di essere
trattato come un uomo innocente finché non sarà dichiarato colpevole da un
tribunale”. “Per quanto ne so – prosegue Pattama in un’intervista alla Bbc –
Shinawatra non ha mai ordinato a un pubblico ufficiale di giustiziare un
trafficante di droga. Abbiamo solo tentato di risolvere il problema degli stupefacenti
in Thailandia assumendo una linea dura con i criminali, ma alla polizia non
sono mai state date istruzioni di sparare per uccidere”. “Spero – conclude
l’avvocato – che i tifosi del Manchester City e i cittadini britannici
capiscano la situazione e non esprimano giudizi affrettati, perché Shinawatra
ha tutte le qualità per guidare il club”. Oltre a quanto sostenuto dalle
associazioni umanitarie, l’ex premier thailandese in patria è accusato di
conflitto di interessi e abuso d’ufficio, in seguito alla acquisto di un
terreno portato a termine dalla moglie nel 2003. Se condannato, il governo di
Bangkok quasi certamente ne chiederebbe l’estradizione dalla Gran Bretagna:
richiesta che però potrebbe essere respinta poiché dettata da motivazioni politiche.
Attualmente
è infatti guidata da un governo militare, salito al potere in seguito a un
golpe che ha destituito lo stesso Shinawatra nel 2006. Se però la richiesta di
estradizione dovesse provenire da un governo democraticamente eletto, la
situazione potrebbe cambiare radicalmente, e visto che le elezioni thailandesi
sono in programma per il dicembre prossimo, presto il presidente del Manchester
City potrebbe essere costretto a tornare nel suo Paese. Una prospettiva che non
preoccupa l’avvocato Pattama: “Riusciremo a provare l’innocenza del mio
assistito dopo le elezioni, quando saremo certi che riceverà un trattamento
equo”.