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CACCIA AL VIA, GLI ANIMALISTI: VIETARLA NEI TERRENI PRIVATI

it@withub.it by it@withub.it
14 Settembre 2007
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Roma, 14 set – Domenica mattina, prima che sorga il sole, 790 mila cacciatori si sveglieranno, imbracceranno i loro fucili e partiranno alla volta di campagne e colline, per la prima giornata della stagione della caccia. Forse farà molto freddo nelle prime ore dell’alba. Potrebbe anche esserci la pioggia. Ma alla stessa ora, se possibile anche prima, migliaia di animalisti si sveglieranno, imbracceranno pentole e tamburi e partiranno per le campagne toscane, nei dintorni di Firenze, per dare vita al primo “concerto agreste per gli animali” allo scopo di salvarli dalla mira delle doppiette. Come ogni anno all’inizio della caccia fa seguito l’inizio della guerra tra cacciatori e animalisti. Questa mattina Lav (Lega anti-vivisezione), Lac (Lega per l’abolizione della caccia), Enpa (Ente nazionale per la protezione animale) e Oipa (Organizzazione internazionale protezione animali) hanno presentato alla Camera dei deputati una petizione a sostegno della proposta di legge 1668 per l’abolizione del diritto di accesso dei cacciatori ai terreni privati presentata da i deputati Bruno Mellano (Rnp), Luana Zanella (Verdi), Marco Beltrandi (Rnp), Camillo Piazza (Verdi). Sotto accusa c’è una norma che permette ai cacciatori di introdursi nei terreni privati degli agricoltori al fine di esercitare la propria attività. L’articolo 842 del Codice civile recita infatti: “Il proprietario di un fondo non può impedire che vi si entri per l’esercizio della caccia, a meno che il fondo sia chiuso nei modi stabiliti dalla legge sulla caccia o vi siano colture in atto suscettibili di danno. Egli può sempre opporsi a chi non è munito della licenza rilasciata dall’autorità”. Secondo gli animalisti questo articolo “rappresenta una grave violazione del principio di uguaglianza dei cittadini, stabilito dalla Costituzione”. I cacciatori non possono entrare nei terreni privati soltanto laddove ci sia la presenza di un recinto non più basso di 1,20 metri o di corsi d’acqua perenni il cui letto deve essere fondo almeno 1,50 metri e largo non meno di 3. “Risulta evidente – denunciano le associazioni – che solo gli agricoltori in grado di sostenere i costi per recintare i propri terreni possono garantirsi il diritto alla proprietà, mentre gli altri dovranno subire, da settembre a gennaio, l’invasione di persone armate sui loro campi”. “La modifica proposta dalla pdl 1668 – dichiara Massimo Vitturi, responsabile Lav del settore caccia e fauna selvatica – costringerebbe i cacciatori, al pari degli altri cittadini, a chiedere il permesso ai proprietari dei fondi prima di poter entrare nei loro terreni, ristabilendo l’eguaglianza tra i cittadini e salvando la vita a centinaia di migliaia di animali”. Massimo Comparotto, presidente nazionale Oipa, spiega che “nella maggioranza degli Stati Europei, come Austria, Finlandia, Francia, Gran Bretagna, Grecia, Irlanda, Norvegia, Spagna, Svezia, i cacciatori, oltre a dover sottostare a leggi ben più severe di quelle italiane, devono chiedere il permesso ai proprietari prima di accedere ai fondi privati”. Gli animalisti parlano di “arretratezza culturale” del nostro paese. Bruno Mellano, deputato della Rosa nel pugno, sottolinea: “I commi 1 e 2 dell’articolo 842 del Codice civile sono una abdicazione del diritto di proprietà privata costituzionalmente protetto di fronte a chi esercita la caccia. Paradossalmente lo stesso diritto di proprietà rimane invece pieno di fronte a chiunque altro pratichi ogni altra attività, anche più rispondente all’evoluzione della cultura e del costume, come l’osservazione degli animali selvatici”. L’articolo, secondo Mellano, comporta pertanto “una discriminazione tra i cittadini, generando un’ingiustificata disparità di trattamento di situazioni analoghe, in violazione dell’articolo 3 della Costituzione. Conferendo un sostanziale privilegio al cacciatore la norma rivela anche la sua natura ben datata storicamente; fu introdotta infatti nel periodo fascista, quando si guardava con favore alle manifestazioni con uso delle armi”.


(Fca)

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