Roma, 23 ott – “Ottimo lavoro, è un giorno memorabile, questo progetto italiano è destinato a cambiare il modo di costruire le case in tutto il mondo”. Yoshimitsu Okada, tra i maggiori studiosi al mondo nel campo dei terremoti, è stato il primo a complimentarsi con Ario Ceccotti, direttore dell’Istituto per la valorizzazione del legno e delle specie arboree del Consiglio nazionale delle ricerche, nonché “papà” di Sofie, la casa di legno di sette piani, alta 23,5 metri, realizzata nei laboratori Ivalsa-Cnr di San Michele all’Adige, in provincia di Trento. Il progetto, finanziato dalla Provincia autonoma di Trento, ha resistito con successo al test antisismico considerato dai giapponesi il più distruttivo per le opere civili: la simulazione del terremoto di Kobe. Mai prima d’ora al mondo una struttura interamente di legno aveva resistito ad una simile forza d’urto, se si fa eccezione per la “sorella minore” di Sofie a tre piani, che nel luglio 2006 aveva già superato i severi test giapponesi. L’esperimento ha avuto luogo alle 14.30 ora locale – le 7.30 italiane –, presso l’Istituto nazionale di ricerca di scienze terrestri e prevenzione disastri di Miki in Giappone. Il test è il risultato finale di studi e ricerche durate cinque anni, che hanno individuato nella combinazione di materiali e connessioni meccaniche del prodotto la tecnica costruttiva ideale contro i terremoti. Un’ipotesi inconcepibile fino a qualche tempo fa, se si pensa che le normative internazionali vietano le costruzioni di legno in zona sismica sopra i 7,5 metri di altezza. Almeno fino ad oggi. La tecnologia della casa Sofie è il prodotto di una filiera – dal bosco alla casa di legno – che sta incontrando l’interesse di molte aziende e che dimostra l’affidabilità del legno come materiale per l’edilizia. Un nuovo modello di abitazione con standard certificati e in grado di garantire sicurezza: la casa di legno Ivalsa-Cnr infatti è anche anti-incendio e il modello di tre piani, dopo oltre un’ora di test del fuoco, ha conservato ancora intatte le sue proprietà meccaniche e inalterata la sua struttura. A Miki, dopo la tragedia di Kobe – nel 1995 la terrà tremò per quasi 30 secondi, provocando quasi 6 mila morti –, il governo giapponese ha realizzato il principale centro di sperimentazione antisismico del mondo, dove dal 2004 vengono testati centinaia di prototipi di abitazioni, ponti, palazzine e opere civili e industriali.
(Cog)