Roma, 23 ott – Roma è da ieri sera un crocevia strategico per la politica internazionale. Sono iniziati infatti nella capitale italiana, a Villa Doria Pamphilj, i colloqui tra i rappresentanti di Teheran e quelli dell’Unione Europea sul nucleare iraniano, una questione che mette ulteriormente a repentaglio i già fragili equilibri mediorientali e non solo. Il faccia a faccia ha come protagonisti l’Alto rappresentante Ue per la Politica estera, Javier Solana, e Said Jalili, il nuovo capo negoziatore iraniano. L’incontro non è nato sotto i migliori auspici. Poche ore prima che i due si vedessero, il presidente iraniano Mahmoud Ahmadinejad ha ripetuto infatti che Teheran “non farà alcuna marcia indietro” sul nucleare. “Siamo favorevoli ai colloqui, ma noi non negozieremo con nessuno il nostro diritto alla tecnologia nucleare” ha detto il presidente. Dello steso tono la dichiarazione di Jalili, poco prima di giungere a Roma. “Porterò avanti con forza la trattativa”, ha detto. Il ministro degli Esteri, Massimo D’Alema, che riceverà Solana alla Farnesina, ha ribadito che per risolvere la crisi “si deve lavorare a una soluzione politico-diplomatica”; e questo comporta “premere su Teheran, ma anche rafforzare l’offerta negoziale che la comunità internazionale ha fatto e continua a fare all’Iran”. Dall’esito di questo giro di consultazioni dipenderanno le decisioni al Palazzo di Vetro su eventuali nuove sanzioni. Intanto Bush è tornato ad alzare il tiro, dicendo che l’Iran sarà in grado entro pochi anni di fabbricare missili balistici capaci di colpire l’Europa e gli Stati Uniti.
(Pap)