Roma, 30 ott – La strategia di lotta all’evasione attuata dal governo ha dato ottimi risultati: tra il 2006 ed il 2007 – secondo i dati contenuti nella Relazione consegnata dal Ministero dell’Economia e delle Finanze (Mef) al Parlamento – sono stati recuperati al fisco circa 23 miliardi di euro di maggiori entrate precedentemente non pagate e in buona parte legate ad un miglioramento della tax compliance dei cittadini; allo stesso tempo le entrate da ruoli e riscossioni coattive sono aumentate di oltre il 20%. In pratica, sembra essersi messo in moto un rilevante processo di emersione di base imponibile e gettito. L’evasione fiscale in Italia ha livelli elevati ben superiori a quelli dei paesi europei e delle maggiori economie avanzate. I risultati ottenuti dal governo hanno cominciato a intaccare in modo serio questa realtà che, però resta di dimensioni ancora eclatanti. Il valore aggiunto dell’economia sommersa nel nostro paese è quasi il 18 per cento dell’intero prodotto interno lordo (Pil) e si stima che l’evasione fiscale sia anche maggiore raggiungendo il 21 per cento della base imponibile Irap ed il 33 per cento della base imponibile dell’Iva. In termini di gettito, si tratta di almeno 7 punti percentuali di Pil di mancate entrate che, ai livelli attuali di Pil, corrispondono a una perdita superiore ai 100 miliardi di euro l’anno. “A questi livelli – si legge nella sintesi della relazione del governo -, l’evasione fiscale crea seri problemi economici e sociali: tre italiani su quattro oggi ritengono che l’evasione fiscale sia un problema grave o gravissimo. Questi livelli di evasione inducono aliquote di tassazione più elevate del necessario, creano distorsioni nella concorrenza ed iniquità sociali tra chi paga e chi non paga le imposte, riducono la competitività internazionale del nostro sistema economico e rischiano di alimentare altre piaghe come l’illegalità, la corruzione e la criminalità”. La strategia messa in campo dal governo per combattere questo fenomeno ruota su alcuni pilastri: chiudere definitivamente la stagione dei condoni fiscali, potenziare l’attività di accertamento, correggere i punti deboli della legislazione fiscale e semplificare gli adempimenti per i contribuenti facilitando il dialogo con il fisco.
(Pap)