Trento, 31 ott – Combattere il neuroblastoma, prima causa di morte per malattia nei bambini in età prescolare. Il Cibio (Centro Interdipartimentale di biologia integrata dell’Università di Trento), con il finanziamento della Fondazione Italiana per la Lotta al Neuroblastoma, condurrà un’attività di ricerca specifica al fine di identificare potenziali nuove molecole terapeutiche per la cura del neuroblastoma e di altri tumori solidi pediatrici. Il tutto in base ad un protocollo d’intesa che viene sottoscritto questa mattina nell’ateneo trentino. In Italia la storia della lotta al neuroblastoma è iniziata a Genova, verso la fine degli anni ‘70, con Bruno De Bernardi che osservò e curò presso l’Istituto Gaslini, i primi pazienti; negli anni successivi il suo impegno divenne sempre più assiduo, fino a comprendere l’importanza del ruolo della biologia nella cura del neuroblastoma, che fin dal 1984 è rappresentata da Gian Paolo Tonini, il cui impegno scientifico è stato fondamentale per la stesura dei protocolli clinici tuttora applicati ai piccoli pazienti. Genova, quindi, oltre ad essere per così dire la “culla” italiana della ricerca sul neuroblastoma, vanta un bagaglio di nozioni biologiche e genetiche su questa patologia, senza pari in Italia; grazie anche al contributo di ricercatori e clinici che si sono affiancati negli studi, quali: Alberto Garaventa, Massimo Conte, Paolo Montaldo, Katia Mazzocco, Vito Pistoia, Luigi Varesio, Jean Michon, Manfred Schwab, Andy Pearson e altri ricercatori europei. Un contributo allo studio del neuroblastoma a partire dagli anni ‘90 è stato fornito dall’Associazione Italiana per la Lotta al Neuroblastoma che ha sostenuto e finanzia tuttora, attraverso la sua Fondazione, giovani ricercatori anche all’estero. (SEGUE)