Roma, 26 nov – Per realizzare il primo film d’animazione 100% made in Italy, “Winx club, il segreto del regno perduto”, realizzato dalla Raimbow Cgi di Iginio Straffi, ci sono voluti ben tre anni. La prima riunione di produzione della pellicola si è tenuta nel novembre del 2005. Sono stati realizzati quattromila schizzi, 50 scenografie e 200 modelli, numero che tiene conto anche delle trasformazioni che hanno i circa 170 personaggi del film. Non poche le difficoltà di realizzazione soprattutto dovute al numero elevato di protagonisti rispetto alla media: le fatine, infatti, sono sei e si muovono quasi sempre contemporaneamente. Ogni Winx, inoltre, ha diversi modelli e cambi d’abito: sette per ciascuna. Ognuna di loro ha almeno due varianti: una fashion e una fairy. In tutto il film si possono contare quindi, circa 125mila frame finali e oltre 5 milioni di Layer (livelli diversi che compongono ogni fotogramma). La cosa più complessa è stata la realizzazione dei capelli in 3d, “tanto che alcuni collaboratori – spiega scherzando Straffi – avevano proposto di tagliare i capelli alle protagoniste”. Per dare naturalezza alle fluenti chiome delle fatine è stato utilizzato un software molto complesso. Nella Rainbow Cgi, hanno lavorato circa 400 tra animatori, coloritori, programmatori e altro personale tecnico e artistico. Ogni animatore è riuscito ogni giorno a realizzare, a seconda della complessità della scena, tra 0,2 e 2 secondi. Il film dura circa 90 minuti. Le Winx, fenomeno che nasce e si sviluppa grazie alla collaborazione fra Rainbow e Rai Fiction, dopo tre serie televisive sono diventate un vero fenomeno internazionale. Nate solo tre anni fa, dal 2004 queste fatine hanno invaso 130 paesi e conquistato diversi primati. Winx è il brand numero uno in Italia ed Europa per notorietà; il numero uno in Italia, Francia e Benelux nel settore giocattolo. Nel nostro Paese le bambole Winx sono, infatti, uno dei prodotti più venduti contrariamente all’andamento del mercato delle fashion dolls, che registra una situazione di stasi con un incremento dello 0,9%. La vendita delle bambole Winx, invece, è cresciuta del 70% in un solo anno con una quota di mercato di quasi 40% di market share superando le più trasgressive Braz e le più tradizionali Barbie. A questo successo si aggiunge quello della linea di abbigliamento. Da questo autunno, invece, arriva nei negozi anche una nuova linea di gioielli e di prodotti hi-tech che vanno dalla fotocamera digitale al cellulare, alla pen drive all’asciugacapelli Winx, dall’organizer allo spazzolino elettrico. Le fate made in italy hanno conquistato anche il pubblico del web: il sito www.winxclub.com conta infatti due milioni di visitatori unici al mese e oltre 1,5 milioni di iscritti allo stesso sito. Un successo spiegabile, dicono alla Rainbow, con il fatto che le Winx rappresentano perfettamente le identità, ma anche i sogni e le aspirazioni delle tweens di oggi: sono fashion, attente alle novità hi-tech, con una passione per la musica e una, incondizionata, per l’amicizia”. Winx club, in ogni caso, è sempre stato concepito come un marchio al passo con la moda made in Italy. Non è un caso, infatti, che i disegnatori Rainbow abbiano lavorato a braccetto con stilisti di prestigio per creare il look delle fate di Alfea e un vero e proprio guardaroba di cambi d’abito. “E’ proprio questa ricercatezza – secondo il loro papà Iginio Straffi – che ha reso difficile il successo in Usa. Penso che, oltre al fatto che il nostro distributore abbia lavorato maluccio, ci sia anche il problema che le ragazze americane, un po’ infagottate in pantaloni larghi e magliettoni, non si riconoscano molto in questa eleganza tutta europea e asiatica”.
(Clb/Caf)