L’Avana, 11 dic – Potrebbe portare ad una svolta nei
rapporti tra Cuba e la comunità internazionale l’annuncio del ministro degli
Esteri dell’Avana, Felipe Perez Roque. Nel corso di una conferenza stampa che
si è tenuta in occasione della Giornata mondiale dei Diritti Umani, il rappresentante
del governo cubano ha fatto sapere che l’isola firmerà con le Nazioni Unite in
tempi brevi il “Patto internazionale dei diritti economici, sociali e culturali”
e il “Patto internazionale dei diritti civili e politici”. Secondo il
quotidiano cubano Granma, che ha diffuso oggi la notizia, tali accordi con la
comunità internazionale prevedono anche il diritto ad esprimersi liberamente,
quello di associazione e soprattutto il diritto a viaggiare oltre i confini
cubani. Fino ad oggi il governo dell’Avana si era sempre rifiutato di
sottoscrivere simili protocolli d’intesa, denunciando ingerenze statunitensi
negli affari interni del Paese attraverso
Diritti umani delle Nazioni Unite, che Cuba accusava di essere manipolata dalla
Casa Bianca. Il 15 marzo del 2006
delle Nazioni Unite, con sede a Ginevra, che nel giugno del
dalla “lista nera” dei Paesi che violano i diritti umani. Il ministro degli Esteri dell’Avana ha anche
annunciato che gli osservatori internazionali avranno libero accesso per un
monitoraggio periodico dello stato dei diritti umani, civili e politici
sull’Isola: “Questa decisione – ha dichiarato Perez Roque – riflette la nostra
volontà di arrivare ad una cooperazione totale con le Nazioni Unite basata sul
rispetto della nostra sovranità nazionale e sul diritto dei cubani alla autodeterminazione”.
La notizia non è comunque bastata a placare le polemiche scatenate dal
rimpatrio forzato, avvenuto ieri, di otto donne spagnole appartenenti al gruppo
attivista “Donne in bianco” che chiedeva la liberazione dei dissidenti
incarcerati a Cuba, ma è comunque un deciso passo avanti per il futuro del
popolo cubano e dei suoi vertici politici che stanno già lavorando
autonomamente al ‘dopo Castro’.