Bogotà, 6 gen – La pigrizia non è arte? Andatelo a
dire al governo colombiano che ha deciso di finanziare un’iniziativa quantomeno
singolare: un museo dedicato all’indolenza, che ha aperto i battenti in questi
giorni nella capitale Bogotà. L’idea è quella di far riflettere sull’estrema
pigrizia e sul suo opposto e per centrare questo scopo gli ideatori del museo
hanno “schierato” una serie di divani e poltrone di fronte ad altrettanti
schermi televisivi per ricreare l’ambiente del pigro per antonomasia: un
salotto di casa che permetterà la fruizione dei filmati e delle immagini che
sono il fulcro dell’esposizione. Ma per godere di questo insolito connubio
museo-riposo, i pigri dovranno sfidare la propria “malattia” ed affrettarsi,
visto che l’esposizione chiuderà tra una settimana. A spiegare meglio il
concetto alla base del primo museo della pigrizia della storia dell’uomo è
Marcela Arrieta, una delle curatrici: “Tendiamo a pensare sempre alla pigrizia
come la principale avversaria del lavoro. Così abbiamo cercato di esplorare le
implicazioni reali, chiedendo alla gente se davvero l’indolenza è tempo perso e
forza sprecata o se è una delle giuste vie di approccio alla vita”. Un vero
problema sociale, tengono a spiegare gli organizzatori, per un’idea decisamente
sui generis che, garantisce Jeremy McDermott, corrispondente colombiano per la
BBC, sta riscuotendo un notevole successo: “E’ il posto ideale per chi vuole
rimanere lontano dal traffico e dallo stress della vita quotidiana”.
(Mcl)