Bruxelles, 14 gen – L’Unione Europea sarà costretta a
rivedere la propria politica sui biocombustibili. Lo ha annunciato oggi il
commissario europeo per l’ambiente Stavros Dimas, riconoscendo che l’Ue non
aveva previsto gli enormi problemi che scaturirebbero dalla coltivazione
intensiva dei terreni, soprattutto di grano e cereali, per la produzione di
carburante. Alcuni recenti studi realizzati da diverse agenzie delle Nazioni
Unite hanno ampiamente dimostrato che la produzione su larga scala dei
biocombustibili causerebbe un aumento dei prezzi di generi alimentari di prima
necessità, insostenibile per le popolazioni dei Paesi più poveri – dove si
concentrerebbe la produzione in serie – e un preoccupante disboscamento di
ampie zone di terreno da adibire alla coltivazione di mais e cereali. “Abbiamo
constatato che i problemi ambientali causati dai biocombustibili e i problemi
sociali che causano sono maggiori rispetto a quello che noi avevamo previsto,
quindi presteremo maggiore attenzione” ha dichiarato Stavros Dimas alla BBC,
annunciando che l’Unione Europea, inizialmente decisa a raggiungere un
incremento del 10% dell’utilizzo di biocomustibile entro il 2020, ha deciso di
voler studiare una nuova strategia per assicurarsi che gli obiettivi da
raggiungere vadano di pari passo con i benefici per la popolazione e per
l’ambiente. “E’ preferibile non raggiungere l’obiettivo piuttosto che arrivarci
colpendo i più poveri e l’ambiente” ha concluso il commissario.
(Clr/Cog)