Roma, 25 feb – La badante di condominio, il portiere e il
custode sociale e il medico di famiglia che diventa un “manager della salute”
del cittadino. Sono le nuove figure della sanità che il ministero della Salute ha
presentato in occasione dell’apertura della prima conferenza nazionale sulle
cure primarie. “La sfida che la sanità pubblica ha di fronte – spiega una nota
– è quella di ridare profondità al concetto di salute, integrando le azioni di
recupero con quelle destinate alla sua difesa, alla prevenzione delle malattie,
all’eliminazione o attenuazione dei fattori di rischio, alla riabilitazione
fisica, psichica e sociale del malato nella sua comunità e, a livello macro,
alla soluzione dei problemi che hanno contribuito alla crescita delle
disuguaglianze”. Cambiano quindi le modalità attraverso le quali il servizio
sanitario nazionale è in grado di esserci quando il cittadino ne ha necessità nell’arco
delle 24 ore, sette giorni su sette. In questo contesto il medico di medicina
generale ha la possibilità di connotarsi sempre di più come il tutor della
persona, perché la prende in carico e le accompagna nella complessità dei suoi
contesti di vita. Oltre a una nuova concezione del ruolo del medici di
famiglia, nell’ambito delle cure primarie si rilevano e prendono forma nuove
figure di sostegno alla non autosufficienza e alla disabilità come quella della
“Badante di condominio” alla quale sono affidati alcuni interventi e
prestazioni che integrano il servizio offerto da personale di assistenza
individuale. Infatti, alcune prestazioni quali disbrigo pratiche, acquisto di generi
alimentari, accompagnamento, assistenza in giorni di riposo di eventuali
badanti personali, le vengono affidate quale unico operatore a disposizione
dell’intero condominio, garantendo per tutta la durata dell’incarico continuità
di rapporto e fiducia relazionale reciproca. Per rispondere alle esigenze delle
persone anziane e delle loro famiglie si sono poi delineate altre figure come
il portiere sociale e il custode sociale che pur operando in stretta
collaborazione si diversificano per i compiti. Il portiere sociale, infatti, ha
il compito di monitoraggio continuo in un’ottica preventiva attraverso
l’osservazione, la vigilanza, momenti di ascolto e compagnia, fornisce risposte
a emergenze semplici, attiva interventi di primo livello in caso di emergenza
informa su orari dei servizi e iniziative sociali, raccoglie richieste e le
trasmette al custode sociale. A sua volta il custode sociale informa gli
anziani sui servizi attivi sul territorio, integra le prestazioni dei servizi
sulla base di un programma di sostegno con il centro multiservizi anziani,
promuove e attiva le risorse informali, rileva la presenza di anziani fragili o
a rischio scale, esplora e mappa le risorse di rete dei singoli utenti in
carico al portierato con attenzioni alle reti individuali, di vicinato e
secondarie, compila strumenti informativi per la rilevazione di bisogni, degli
interventi e risponde degli esiti ottenuti, rileva e mappa le persone chiave,
risorse per anziani e custode (negozianti), fornisce una lettura del contesto
quartiere e dei servizi presenti (negozi, servizi generali), si raccorda con i
servizi territoriali, trasmette informazioni e fornisce segnalazioni per le
relazioni sociali.
(Caf)