Roveleto di Cadeo (Pc), 25 feb – Si è chiusa sabato, a
Roveleto di Cadeo (Piacenza), la tre giorni della Consulta degli
emiliano-romagnoli nel mondo. Al centro dell’incontro le politiche regionali a
favore degli emiliano-romagnoli all’estero. In particolare si è fatto il punto
sull’applicazione delle nuova legge di settore, con l’approvazione del
documento “L’impegno e la collaborazione dei consultori italiani”, dopo che
nella precedente riunione era stato definito il ruolo dei consultori esteri.
Gli interventi hanno affrontato in generale i temi delle nuove responsabilità
che la legge regionale di settore assegna loro e lo sviluppo
dell’associazionismo all’estero. La presidente Silvia Bartolini ha compiuto un
primo bilancio dell’applicazione della nuova legge di settore, la 3 del 2006,
che ha introdotto importanti novità. Infatti la legge, per la presidente,
“consente di imprimere un cambio di passo alle attività della Consulta” e di “sostenere
sempre al meglio le associazioni, che sono un punto di aggregazione
fondamentale per i nostri corregionali all’estero”. La nuova legge “è come una
cassetta degli attrezzi dalla quale possiamo prendere molte cose, come il
recupero della memoria, che vuol dire anche memoria del lavoro, ma senza cedere
alla retorica: la memoria deve essere creativa, per aggregare i giovani e
produrre nuove energie”. Le associazioni “si stanno qualificando moltissimo” ha
continuato la Bartolini, tanto che si può dire che “la rete della Consulta è
ormai un pezzo importante delle relazioni internazionali della Regione”. La
Bartolini ha infine elencato le iniziative già messe in cantiere con la nuova
legge: l’istituzione dell’albo delle associazioni, la Conferenza dei giovani di
Buenos Aires dalla quale sono usciti numerosi progetti (presentati
all’assemblea da Marcelo Carrara di Mar del Plata e Raffaella Buttini di
Sydney) di cui si sta verificando la fattibilità, il sostegno alla formazione
di una nuova classe dirigente delle associazioni, il “decalogo” dei consultori
italiani e esteri, il finanziamento per la prima volta dei progetti delle
associazioni. E’ stata inoltre presentata una nuova brochure di promozione
della Regione Emilia-Romagna destinata alle missioni, e le attività che
l’ufficio Relazioni con il Pubblico (Urp) può svolgere a loro favore, come la
ricerca degli avi, spesso effettuata ai fini della richiesta di cittadinanza
italiana. La Bartolini infine ha
ricordato che gli italiani all’estero sono una risorsa e non una questione
marginale. “Le consulte regionali – ha detto – dovrebbero rapportarsi
molto di più tra loro e il luogo di questo incontro dovrebbe essere la
conferenza Stato-Regioni-Cgie” e ha concluso dicendo che è fondamentale
integrare le forze (Comites, Cgie e Consulte), istituire un coordinamento delle
Consulte regionali e stimolare il rinnovamento generazionale. “La nostra
priorità deve essere la conoscenza della società in cui viviamo, alla quale
possono contribuire le nostre associazioni, multiculturali e multietniche, come
ormai l’intero pianeta”. “In base a
questa considerazione dovremo selezionare i progetti presentati dai giovani
alla conferenza di Buenos Aires, come quelli degli Enti locali e delle
associazioni regionali”. La presidente ha dato infine appuntamento
all’assemblea al prossimo ottobre a Ravenna, dove dal 9 all’11 si svolgerà la
seconda e ultima riunione annuale della
Consulta, con un giorno dei lavori dedicato a un seminario sulla lingua
italiana.
(Sis)