Siena, 21 mar – Approderà il 4 aprile a Siena l’agente segreto più famoso del mondo. Le riprese del nuovo episodio della serie di James Bond si svolgeranno infatti dal 4 al 12 aprile in diversi punti della città per poi riprendere dal 13 al 17 maggio in piazza del Campo. Il programma delle riprese e l’allestimento dei set cittadini è stato spiegato alla stampa questa mattina da Guido Cerasuolo, produttore della società Mestiere Cinema responsabile delle riprese in Italia del film “Quantum of Solace”, che avrà ancora una volta per protagonista Daniel Craig (nella foto affacciato da una finestra proprio in piazza del Campo per vedere il Palio dello scorso anno). Cerasuolo ha raccontato alcuni dettagli delle scene senesi mostrando poi ai giornalisti il set vero e proprio in via del Rialto, dove sono state ricostruite alcune facciate ai palazzi esistenti, importante anche il lavoro di riconsolidamento apportato alle strutture senesi interessate nei vari set, anche grazie alla collaborazione con residenti e proprietari. La produzione ha anche montato quattro gru per le riprese aree che mostreranno un inseguimento sopra i tetti attraverso la “Go Cam” uno speciale sistema di ripresa aerea. Inoltre per facilitare le riprese è stata fatta una mappatura geologica del centro cittadino, in modo tale da poter installare in punti sicuri i macchinari che serviranno alle riprese e lasciare a Siena un utile studio sul suo sottosuolo. Il produttore ha poi illustrato il rapporto proficuo che si è instaurato con la città e con le sue istituzioni, come l’amministrazione comunale, il Consorzio di Tutela del Palio ed il Magistrato delle Contrade, in modo da rendere condiviso il set e diminuire il più possibile il disturbo ed i disagi che inevitabilmente le riprese potranno provocare alla quotidianità cittadina. Parte delle scene ambientate a Siena saranno invece girate in Inghilterra presso gli studi di Pinewood, dove sono stati meticolosamente ricostruiti alcuni interni ed il percorso dei “bottini”, un complesso sistema di cunicoli sotterranei che nel medioevo costituiva l’acquedotto cittadino.