Roma, 26 mar – La forza dei prezzi bassi è irresistibile.
All’indomani dell’11 settembre 2001, mentre le compagnie di tutto il mondo
lasciavano gli aerei a terra per non farli volare vuoti, Ryanair si inventò una
campagna pubblicitaria che, offrendo biglietti a una sterlina, le permise di
limitare i danni nel momento più difficile di ogni tempo per l’aviazione
civile. I prezzi bassi, però, hanno un costo. Che la compagnia aerea accusata
di trattare peggio i propri viaggiatori sia anche quella di maggiore successo
in Europa è una contraddizione che poteva spiegare solo un libro ben
documentato come quello di Siobhán Creaton, giornalista finanziaria dell’Irish
Times di Dublino, “Ryanair. Il prezzo
del low-cost”, edito da Egea (300 pagine, 19 euro, prefazione di David Jarach),
in uscita questa settimana. Nata alla fine del
identificata prima con il funambolico fondatore, Tony Ryan e poi con il ruvido
amministratore delegato, Michael O’Leary, Ryanair è oggi la terza compagnia
europea in termini di passeggeri trasportati, con una capitalizzazione di
mercato che sfiora i 10 miliardi di euro. Pur ispirandosi dichiaratamente
all’esperienza americana di Southwest, la compagnia irlandese se ne distingue
per una disattenzione apertamente dichiarata per ogni esigenza che vada al di
là di quella di essere trasportati da un punto all’altro a un prezzo che
difficilmente teme concorrenza. L’efficienza operativa spietata, che ne fa la
leader indiscussa di costo, una politica di comunicazione aggressiva e la capacità
di mettere in concorrenza gli aeroporti per spuntare le condizioni migliori
sono le ragioni, non segrete ma difficilmente imitabili, del suo successo. La
mancanza di pasti o rinfreschi gratuiti, la scarsissima assistenza persino ai
portatori di handicap, l’utilizzo di aeroporti periferici, identificati con il
nome di grandi città distanti anche un centinaio di chilometri, tariffe non
sempre limpide, forti pressioni antisindacali sui dipendenti e pubblicità
spesso al limite dell’offensivo sono alcune delle caratteristiche che hanno
fatto di Ryanair una delle imprese più controverse del mondo. Persino la sua
milionesima cliente, premiata con viaggi gratuiti per tutta la vita, ha finito
per fare causa alla compagnia per inadempienza. Eppure Ryanair è stata la
battistrada europea di un fenomeno, quello dei voli low-cost, che ha
rivoluzionato il modo di vivere di milioni di persone. Turisti di tutta Europa
ed emigranti irlandesi possono permettersi di viaggiare più volte l’anno a
prezzi che, se proposti vent’anni fa, avrebbero fatto temere per la sicurezza
dei voli. “Oggi invece non vendi più un posto a meno che non sia economico”,
dice un agente di viaggio citato da Creaton. Nel
permettersi di volare tra Irlanda e Gran Bretagna 800.000 persone l’anno, nel
1995 la sola Ryanair ne trasportava già 2,25 milioni e nel 2007 la compagnia ha
fatto volare, in tutta Europa, 42 milioni di persone.