Roma, 31 mar – Seimila morti e 20.000 invalidi gravi ogni
anno. L’Associazione italiana familiari e vittime della strada esprime la
propria delusione nel riscontrare che “nessun candidato premier ha citato nel
programma di governo il gravissimo problema della strage stradale” e invita i
leader dei partiti a un incontro fissato per domani mattina alle 10 alla Sala
parlamentare di Palazzo Marini a Roma. “Il disinteresse politico, le impunite
inefficienze e le inerzie delle amministrazioni pubbliche – sostiene l’Aifvs –
fanno sì che questa strage sia, di fatto, una strage di Stato. Per questo sono
stati invitati a un incontro i candidati premier, o in caso di loro impossibilità
un esponente del loro partito, a un confronto pubblico con l’Aifvs per capire
quale sia il loro impegno su prevenzione e giustizia”. L’Associazione
sottolinea che la piaga degli incidenti stradali rappresenta la prima causa di
morte tra i giovani e che la metà dei morti sul lavoro è dovuta agli incidenti
sulla strada. Secondo i dati Inail 2006 parlano di 650 morti, di cui più di 255
nei soli incidenti in itinere, mentre sono 28.446 gli infortuni denunciati nel
settore trasporti terrestri. “Si tratta – conclude la nota dell’Aifvs – di
uscire dalle discriminazioni inaccettabili per uno stato democratico, per cui
le sanzioni sono previste per il cittadino che trasgredisce e non per le
istituzioni e le aziende irresponsabili: sono proprio le inerzie, le omissioni
delle istituzioni che mantengono le condizioni perché l’incidente si verifichi
nel territorio, come pure nelle aziende il prevaricare dell’interesse al
guadagno sul dovere sancito dall’art. 41 della Costituzione di ‘non recare
danno alla sicurezza, alla libertà, alla dignità umana’”.
(Caf)