Milano, 22 apr – Un bioreattore innovativo per il settore
vinicolo; il prototipo di un casco tecnologico di sicurezza; delle cuffie
automatiche antirumore con un nuovo sistema di apertura audio; un progetto
relativo al peso degli zaini di scuola; l’invenzione di un sistema automatico
per la separazione delle materie plastiche da smaltire; un nuovo scanner
tridimensionale; uno studio sulla quantità di radon nelle case; un lavoro sulle
capacità curative dell’acqua; la presentazione di una innovativa tecnica di
bonifica dei terreni: sono questi solo alcuni dei progetti e delle invenzioni premiate
nel corso della 20esima edizione della selezione nazionale del concorso europeo
“I Giovani e le Scienze”, l’evento più prestigioso a livello europeo ed internazionale,
sostenuto dalla Direzione generale Ricerca della Commissione europea e da altre
istituzioni comunitarie (Consiglio e Parlamento), per stimolare e valorizzare
l’interesse per la ricerca e la tecnologia, promuovere l’eccellenza, premiare i
talenti migliori. Questa mattina, a Milano, l’annuncio dei vincitori
dell’edizione
livello nazionale e di chi rappresenterà l’Italia nella finale europea e nei
più importanti avvenimenti internazionali in rete con questa iniziativa, unica
nel suo genere per qualità e vastità di collegamenti internazionali:
Copenhagen, a settembre, per la finale europea del concorso; Stoccolma, per il
premio Acqua; Reno, negli Stati Uniti, per la manifestazione Isef Intel;
Budapest per l’Expo Science Europe di Milset; Londra per il festival della
scienza; Bruxelles, per l’Expo Science del Belgio; Lisbona per il campo estivo
internazionale. Ma tutte le 24 invenzioni migliori, selezionate tra le 99
inviate per la selezione italiana, organizzata da Fast – Federazione delle Associazioni
Scientifiche e tecniche, vengono presentate nel capoluogo lombardo. In
particolare rappresenteranno l’Italia alla finale europea prevista dal 19 al 25
settembre a Copenhagen, in Danimarca, gli studenti 19enni Marco Boem, Michele
De Bortoli, Alessandro Pivetta, dell’Iti Malignani del Liceo Scientifico
Tecnologico di Udine che hanno ideato un bioreattore in grado di permettere il
trattamento automatico e monitorabile dei residui della fermentazione del vino.
L’obiettivo consiste nell’ottenere un prodotto da addizionare al vino stesso,
in grado di fornire caratteristiche spiccatamente autoctone e di migliorare il bouquet
organolettico finale, riducendo i tempi di affinamento e i costi di produzione.
Questo trattamento riesce ad aumentare la tipicità del vino, diversamente dalle
tecniche enologiche attuali, quali l’aggiunta di additivi, che rischiano di
portare a una elevata standardizzazione del prodotto finale. Il bioreattore di
Alessandro, Marco e Michele presenta un alto grado di versatilità; il suo
utilizzo può essere adattato, in applicazioni future, ad una vasta gamma di
processi biochimici (ad esempio la coltivazione di penicilline). Premiate anche
le studentesse 18enni Yi Yu Bai, Clelia Maria Bonardi ed Ilaria Scarabottolo
del liceo scientifico Volta di Milano che, analizzando la cicloide, la
traiettoria percorsa nel minor tempo possibile da un grave che parte da un
punto iniziale con velocità nulla e arriva ad un punto finale sotto l’azione
costante della forza di gravità, hanno svolto applicazioni della curva nelle
competizioni sciistiche, in particolare di slalom gigante e speciale.
(Grm)