Monaco di Baviera, 20 mag – In un lungo articolo scritto per
l’allenatore del Bayern Monaco, Ottmar Hitzfeld – che dopo aver conquistato
l’ennesimo titolo sta per lasciare la guida del club bavarese – riserva parole
di grande affetto e ammirazione per Luca Toni. “All’inizio con il centravanti
italiano c’erano state delle incomprensioni. Luca – scrive Hitzfeld – non era
in forma, non poteva esserlo visto che era giunto da noi dopo una lunga assenza
dovuta a un intervento chirurgico al piede. Quindi non aveva potuto svolgere
tutta la preparazione con la squadra. Nelle prime partite della stagione avevo
perciò deciso di non utilizzarlo o di utilizzarlo poco, facendolo partire dalla
panchina o sostituendolo nel corso della gara. Finché un giorno Luca venne da
me e mi disse: mister (perché così gli italiani chiamano i loro allenatori), io
posso guarire solo se gioco. Io devo giocare, giocare, giocare. Non credevo
alle mie orecchie, feci intervenire anche un traduttore per essere sicuro di
aver capito bene. Ma lui insisteva, finché io dissi: ok, proviamo. Per la
verità non ero affatto convinto che Toni avesse ragione, perché in carriera non
mi era mai capitato di vedere un giocatore stentare in allenamento ed esplodere
in partita. Invece mi sbagliavo. Senza essersi praticamente mai allenato, Luca
segnò il suo primo gol nella partita d’esordio, contro il Rostock, e il secondo
nella partita successiva, con il Werder Brema. Da allora non si è più fermato.
Con i suoi 39 gol e con lo spirito da combattente che lo anima, Luca Toni mi ha
insegnato qualcosa. E di questo lo ringrazio”.
(Pap)