Roma, 22 mag – I prezzi sostenuti delle derrate alimentari
hanno colpito i settori più vulnerabili della popolazione di molti paesi e
coloro che spendono una parte rilevante del proprio reddito per la spesa
alimentare. Secondo l’ultimo Food Outlook (Prospettive alimentari) della Fao si
prevede che nel 2008 il costo totale delle importazioni alimentari dei Paesi a
basso reddito con deficit alimentare raggiungerà i 169 miliardi di dollari, 40
per cento in più del 2007.
giudica questo aumento sostenuto della spesa delle importazioni alimentari dei
paesi più vulnerabili “uno sviluppo preoccupante” e afferma che per la fine del
2008 il loro costo complessivo annuale potrebbe essere quattro volte maggiore
rispetto al 2000. I prezzi internazionali della maggior parte dei prodotti
agricoli di base hanno cominciato a calare, ma è improbabile che ritornino ai
livelli bassi degli anni passati, secondo il rapporto. L’indice dei prezzi
alimentari della Fao è stabile dal febbraio 2008, ma la media dei primi quattro
mesi del 2008 rimane più alta del 53 per cento rispetto allo stesso periodo di
un anno fa. “Il cibo non è più il prodotto economico di una volta. L’aumento
dei prezzi alimentari è destinato a esacerbare il già inaccettabile livello di
mancanza di cibo con cui devono fare i conti 854 milioni di persone”, ha
dichiarato il vicedirettore generale della Fao Hafez Ghanem. “C’è il rischio
che il numero di coloro che soffrono la fame aumenti di milioni di unità”.