Trento, 29 mag – Con “Mercato e democrazia” riparte oggi
“quell’idea coraggiosa che è diventata – con le parole di Ralf Dahrendorf, ospite
della prima edizione – un successo spettacolare”. Dopo “Ricchezza e povertà”
del primo anno e “Capitale umano, capitale sociale” della scorsa edizione, il
Festival dell’economia di Trento accende i riflettori su un tema che riguarda
la vita di tutti con sempre maggiore evidenza. I grandi cambiamenti della
società moderna sono dettati da fenomeni come la globalizzazione che ha
determinato l’ingresso nel mercato mondiale di paesi come
dell’informatica e il conseguente grande mutamento della comunicazione, lo
spostamento da un continente all’altro di grandi masse di persone, la
precarietà del lavoro. Questi e molti altri avvenimenti hanno grandi influenze
sull’economia, sulla politica e sulla società in generale. Dunque quale miglior
occasione, se non il Festival dell’economia, per riflettere su “mercato e
democrazia” insieme a esperti di fama mondiale? Dice Tito Boeri, coordinatore
scientifico del Festival: “Ci eravamo abituati a credere che non ci potesse
essere mercato senza democrazia, ma ci siamo dovuti ricredere”. Infatti, anche
i regimi autoritari, per esempio quello del Cile o il grande caso della Cina,
tollerano un sistema di mercato. Su questa riflessione continua quindi Boeri:
“Non solo i mercati possono coesistere con regimi autoritari, ma dentro ai
mercati operano organizzazioni che, al loro interno, non sono affatto
democratiche. Le imprese sono, in genere, gestite in modo autocratico. Decide
il “boss”, il più delle volte senza interpellare i dipendenti e tutti coloro,
fornitori e clienti abituali, che sono portatori di interessi nei confronti
dell’azienda”. Per cinque giorni, dal 29 maggio al 2 giugno, il centro della
città di Trento si trasformerà in una grande agorà, dove i giovani e il grande
pubblico potranno conoscere “l’economia alla portata di tutti”, discutendo e
confrontandosi con i massimi esperti in materia. La manifestazione si conferma,
ancora una volta, come un atteso appuntamento di livello internazionale, lo
testimonia anche quel 50% e più di relatori di prestigio provenienti
dall’estero. Nomi affermati sulla scena mondiale, economisti, sociologi,
politici ed esperti della comunicazione. Saranno presenti, tra gli altri, Paul
Krugman (oggi 29 maggio), docente di Economia e Relazioni Internazionali
all’Università di Princeton e alla London School of Economics, opinionista ed
editorialista del “New York Times”; Benjamin Friedman, docente di Economia
politica presso l’Università di Harvard; Jhon Lloyd, giornalista editorialista
del “Financial Times” per il quale è stato per molti anni corrispondente da
Mosca; Paul Collier, professore di Economia presso l’Università degli studi di
Oxford, dove dirige il Centro Studi sulle economie africane; Egor Gaydar,
economista e politico nel 1992 è stato Primo Ministro russo sotto il governo di
Boris Eltsin; Luisa Diogo, Primo Ministro del Mozambico dal febbraio 2004.
Inoltre, numerosi personaggi della scena pubblica nazionale interverranno nel
dibattito: Mario Monti (oggi, 29 maggio), Guido Rossi, Francesco Giavazzi,
Luciano Gallino, Sergio Marchionne, Piercamillo Davigo.