Londra, 29 mag – E’ andata in pensione dopo 52 anni di
onorato servizio “What the Papers Say”, la rassegna stampa settimanale della
BBC che vanta di essere il secondo programma più longevo nella storia della
televisione britannica. “What the Papers Say” (“Quello che dicono i giornali”)
era una rubrica settimanale di 10 minuti, in cui commentatori vari facevano il
punto sul meglio e sul peggio di ciò che la stampa aveva offerto negli ultimi
sette giorni. Assieme al programma, morirà probabilmente anche il premio
annuale “What the Papers Say”, consegnato per la prima volta nel
stato non subentri un’altra emittente. Il programma andò in onda per la prima
volta nel 1956 su ITV, per poi passare a Channel 4 e quindi alla BBC2 nel 1989.
Solamente Panorama, un’altra trasmissione della BBC che ha iniziato le
trasmissioni nel 1953 e che va tuttora in onda, può vantare una vita più lunga
nella storia della tv britannica. E pensare che solamente due anni fa, nel
celebrare il 50esimo anniversario di “What the Papers Say”,
come “un programma fondamentale che è un punto fermo della nostra cultura
nazionale nel campo dei media”. Oggi però l’azienda ha detto di aver deciso di
passare a un nuovo tipo di trasmissione, dal momento che è cambiato il modo in
cui le news vengono consumate dagli utenti. L’ultimo episodio di “What the
Papers Say” era andato in onda a marzo. “Dopo attente considerazioni – ha
spiegato una portavoce della BBC – abbiamo deciso di non commissionare la
realizzazione della prossima serie dello show. Il programma è stato per noi un
grande successo, ma l’ambiente dei media è cambiato drasticamente e con esso il
modo in cui il pubblico si tiene informato”.
che realizza il programma, spera comunque di riuscire a trovare un’altra
emittente interessata a “What the Papers Say”: “La serie – ha detto una
portavoce dell’azienda – insieme con la sua prestigiosa cerimonia di
premiazione, è stata di casa alla BBC per l’ultimo decennio, e noi speriamo
vivamente di riuscire a trovarle un’altra casa nella quale continuare questa
gloriosa tradizione”.
(Sce)