Goteborg, 3 giu – “Affaticamento da news”: potrebbe
chiamarsi così il fenomeno che colpisce la maggior parte dei giovani fra i 18 e
i 34 anni secondo uno studio presentato al World Editors Forum di Goteborg. I
risultati della ricerca, commissionata dall’AP nel 2007 e condotta dal
Context-Based Research Group di Baltimora (USA), mostrano che il comportamento
dei giovani nei confronti delle notizie è molto differente da quello delle
generazioni che li hanno preceduti. Lo studio ha infatti analizzato il modo in
cui venivano “consumate” le news da gruppi etnicamente diversificati di 18
uomini e donne di età compresa fra i 18 e i 34 anni, che vivono in sei aree
metropolitane di Stati Uniti, Gran Bretagna e India. Le conclusioni
dell’indagine sono state di grande aiuto all’AP per mettere a punto un modello
per riportare le news che si addicesse maggiormente ai giovani lettori, che
stanno abbandonando i media tradizionali in favore delle notizie digitali. Così
è nato quello che l’AP ha definito il “1-2-3 filing”, metodo per il quale una
notizia viene prima riportata solamente con un titolo stile “breaking news”,
poi con un breve lancio scritto al presente (in formato adatto specialmente per
il web e per le redazioni di radio e tv) e quindi con un articolo più
approfondito e ricco di dettagli. Il risultato più importante della ricerca
presentata in Svezia è stato infatti quello che gli intervistati sono sì alla
ricerca di notizie di qualità e reportage approfonditi, ma che in un primo
momento hanno difficoltà ad assorbire tali contenuti perché sono bombardati da
fatti e aggiornamenti inseriti solamente nei titoli o in frammenti di news. Lo
studio ha anche sottolineato che i giovani fra i 18 e i 24 anni spesso non sono
in grado di prestare completa attenzione alle news perché spesso le leggono
mentre sono impegnati in qualche altra attività, come leggere le e-mail. Un
atteggiamento radicalmente cambiato rispetto a quello dei genitori o dei nonni,
sottolineano gli autori della ricerca, che si aggiornavano essenzialmente
seduti di fronte al tg della sera o tenendo in mano il quotidiano del mattino.
(Sce)