Roma, 1 lug – Una giovane coppia che conduce una vita
tranquilla, fatta di piccole cose. Il licenziamento di lui, che apre uno
squarcio sul problema del lavoro nella nostra società, e il suo tentativo di
rilanciarsi investendo in un affare che si rivela una truffa, con la caduta
nell’incubo dell’usura. Diretto e sceneggiato da Stefano Calvagna, “Il Peso
dell’Aria” è un film autoprodotto che porta sugli schermi una storia vera, con
protagonisti Giampiero Lisarelli, Stefano Calvagna, Corinne Clery e, per la
prima volta sugli schermi, Brunella De Nardo. La presentazione del film e dei
protagonisti si è svolta al cinema Barberini di Roma, mentre la sua uscita
sugli schermi avverrà giovedì 3 luglio. Calvagna, dopo “Il Lupo”, porta sugli
schermi la drammatica vicenda di Carlo e Laura, che vivono difficoltà
economiche e trovano a tendergli la mano Stefano Missiroli, ex compagno di
scuola di Carlo, uno strozzino senza scrupoli che spaventa e umilia la coppia.
Una storia raccontata al regista dagli stessi protagonisti della vicenda, che
apre uno squarcio e descrive in modo diretto e con toni crudi l’usura, una
delle grandi piaghe della nostra società. “Ero in vacanza in un centro
benessere – racconta Calvagna – e c’era un signore che mi ha guardato per mezz’ora
in modo strano: poi mi ha spiegato che ero la copia esatta dell’uomo che gli ha
rovinato la vita”, il quale oggi “è in Venezuela, dove ha un bar e vive sereno”.
“‘Il film – prosegue – lancia un messaggio reale, e non negativo, perché la
realtà è questa, e parla soprattutto alle persone che si rivolgono dagli
usurai, perché si rendano conto di quello a cui vanno incontro”. “Il Peso dell’Aria”
si afferma come film di denuncia che ha toccato un nervo scoperto e radicato
nella nostra società, come dimostra il fatto che, già durante le riprese del
film, il regista è stato minacciato di morte, ha ricevuto messaggi minatori e
tre proiettili, e c’è stato un attentato contro il negozio del padre, a Roma.
Fatti che hanno reso necessaria la protezione di personale addetto alla
sicurezza sia durante le riprese sia in occasione della presentazione. Corinne
Clery ha ricordato che “queste tragedie riguardano non solo le persone
direttamente coinvolte, ma tutti quelli che fanno parte della sua vita”, affermando
di aver accettato la parte della madre di Laura “perché è un film di denuncia.
E io sono quasi fissata con il senso di giustizia”. Un film che già prima di
uscire ha un sequel, dal momento che Calvagna ha annunciato: “Il seguito è
stato girato. ‘Il Peso dell’Aria
nasce da un’idea dei veri protagonisti della storia” per raccontare di che cosa
è fatto il ‘dopo’ e i dubbi sulla paternità del figlio avuto dalla coppia, dal
momento che, nel tentativo di porre fine al loro incubo, Laura si è concessa al
loro usuraio. Le persone vittime dall’usura continuano a portare con loro le
conseguenze delle loro azioni: un senso di frustrazione e oppressione talmente
opprimente e far sentire anche il peso dell’aria. (Clm/Caf)