Palermo, 11 lug – Una delle risposte ai grandi del G8 sul
problema della fame nel mondo è l’albero di melanzana e pomodoro, messo a punto
da Giuseppe Marino, geometra palermitano con l’hobby della genetica botanica.
La scoperta, spiega una nota di Confindustria Sicilia, è stata ottenuta con un
innesto naturale, senza Ogm, su “Solanum torvum”, pianta spinosa dell’America
tropicale, resistente a malattie e intemperie, che si ambienta perfettamente
nelle condizioni più avverse e con scarsa irrigazione. L’albero di melanzana e
pomodoro può essere coltivato ovunque, necessita solo di una potatura invernale
e fruttifica sin da aprile fino a settembre-ottobre, fornendo ortaggi di grandi
dimensioni, con caratteristiche organolettiche perfette e di qualità
addirittura superiore a quelli coltivati a terra. Giuseppe Marino, già noto per
avere perfezionato piante di anguria gigante, da tre anni ha sperimentato con
successo l’albero di melanzana impiantando sulle solanacee di vari tipi di
melanzana, dalla “tunisina” alla “nostrana” fino alla “melanzana bianca”. I
raccolti sono stati costanti e abbondanti. Quest’anno Marino ha ottenuto con
successo l’innesto di pomodoro sugli stessi alberi di melanzana. “Ho
riscontrato una perfetta simbiosi – spiega Giuseppe Marino – tra il ‘Solanum
torvum’, parente stretto del ‘Solanum sodomaeum’ che cresce spontaneamente nei
nostri giardini, e il pomodoro, che non è altro che il ‘Solanum licopersicum’”.
“Il pomodoro così innestato – aggiunge Marino – si sviluppa in maniera straordinaria
e produce un’abbondantissima fioritura che cresce assai rigogliosa, promettendo
frutti di eccezionali dimensioni e di ottime qualità organolettiche”. L’albero
di melanzana e pomodoro potrà essere utile a tutte le istituzioni e
organizzazioni impegnate in progetti contro la fame nel mondo. (Caf)