Roma, 12 ago – L’armata russa si è fermata nella città georgiana di Gori. Lo ha annunciato il presidente russo Dmitri Medvedev poco prima del suo incontro con Nicolas Sarkozy, presidente di turno dell’Unione Europea, giunto a Mosca per presentare un piano di sei punti per la soluzione della crisi nel Caucaso. Mentre la guerra si ferma il G7 corre in soccorso delle popolazioni colpite dal conflitto nei giorni scorsi. La Farnesina ha stanziato un contributo di 200.000 euro in risposta all’appello rivolto dal Comitato internazionale della Croce Rossa (Cicr) per attuare interventi a favore delle fasce più vulnerabili della popolazione. Le attività previste comprendono assistenza medica alle vittime civili del conflitto e aiuti d’emergenza agli sfollati, con la fornitura di generi di prima necessità e riparo. “Il contributo – spiega una nota della Farnesina – costituisce un primo aiuto da parte del governo italiano, che si riserva di valutare, ove richiesto, ulteriori interventi, e fornirà pieno sostegno alle iniziative umanitarie che verranno decise dall’Unione Europea e dalle altre organizzazioni internazionali”. Il contributo fornito alla Cicr si aggiunge ai 500.000 euro già erogati recentemente al Programma alimentare mondiale per fornire assistenza alimentare alla popolazione vulnerabile della Georgia. Tutti i ministri del G7 hanno concordato sulla necessità, ha reso noto la Farnesina, “di dare impulso a interventi di aiuto umanitario e di ricostruzione cui l’Italia parteciperà secondo le istruzioni già impartite dal ministro, in giornata, alla direzione generale per la Cooperazione allo Sviluppo”. L’Alto commissariato dell’Onu per i rifugiati ha già stilato un primo bilancio delle conseguenze del conflitto, comunicando che gli sfollati potrebbero superare le 100.000 unità. Secondo le cifre fornite dai governi di Russia e Georgia, l’Unhcr ha infatti comunicato che circa 30.000 persone sono fuggite dall’Ossezia del Sud verso la repubblica russa dell’Ossezia del Nord. A questi vanno aggiunti altri 12.000 profughi rimasti dentro i confini della regione separatista della Georgia. Sono invece 56.000 gli abitanti di Gori che hanno abbandonato la città, occupata dalle truppe russe.