Capalbio, 17 ago – Le acque del mare nostrum sono sempre più blu ma a goderne, in quest’estate all’insegna del risparmio, tra italiani e stranieri, sono stati davvero pochi. Goletta Verde di Legambiente, la campagna di monitoraggio e sensibilizzazione sullo stato di salute del Mediterraneo realizzata con il contributo di Vodafone Italia e Italgest Mare, e la collaborazione del ministero dell’Ambiente, ha presentato, al termine del suo viaggio, il bilancio dei suoi due mesi di indagini intorno alla Penisola. Acque pulite nel 92% dei punti analizzati, nonostante una vera e propria “emergenza foci” inquinate nel 78% dei casi. Una contraddizione illustrata questa mattina a Capalbio dal presidente di Legambiente Vittorio Cogliati Dezza. “Il lento miglioramento della qualità delle acque di balneazione rilevato da questa ventitreesima edizione di Goletta Verde – ha sottolineato – è sintomo di una capacità di depurazione delle acque fognarie più efficiente e di scarichi più controllati. In altre parole, è frutto di una maggiore attenzione da parte delle amministrazioni, soprattutto costiere. Allo stesso tempo, però, il deciso peggioramento delle foci dei fiumi, che poi naturalmente si riversano in mare, dicono che l’operato degli enti locali non merita sempre giudizi positivi”. Goletta Verde 2008 ha effettuato 361 prelievi sulle acque di balneazione di cui 333 monitoraggi sono risultati puliti: una percentuale del 92%, in crescita rispetto allo scorso anno (in cui i campioni puliti erano l’87,6%) 22 campioni sono risultati invece leggermente inquinati, 4 inquinati e 2 gravemente inquinati. Per quanto riguarda i fiumi, invece, gli esami effettuati alle foci sono stati 80, 43 dei quali risultati con valori esorbitanti di inquinanti microbiologici, 7 inquinati, 12 leggermente inquinati e solo 18 puliti. Sono quindi il 78% i campioni in cui i valori superano i limiti di legge, mentre salgono al 54% le foci gravemente inquinate (con uno o più parametri almeno 10 volte superiori ai limiti di legge) che si attestavano nel 2007 sul 47% dei casi presi in esame. Una situazione sempre più nera che non risparmia nessuna delle regioni visitate da Goletta Verde ed è particolarmente critica in Campania. Uniche eccezioni la Toscana, dove solo una delle cinque foci analizzate risulta gravemente inquinata mentre tutte le altre hanno fatto registrare valori di inquinamento batterico entro i limiti di legge, e la Puglia, dove le due foci campionate risultano entro la norma. Capitolo ecomostri: sono ancora troppi in riva al mare. Il cemento abusivo continua a deturpare i litorali e, come al solito, la maglia nera spetta anche quest’anno alle regioni a tradizionale presenza di criminalità organizzata: Campania in testa con 673 illeciti accertati, seguita da Calabria (650) e Sicilia (617). Il libero accesso al mare è invece negato un po’ ovunque, non solo da un’eccessiva privatizzazione della spiaggia ma in alcuni casi anche da cancellate o strutture abitative, spesso abusive. Goletta Verde ha sollevato lo scandalo delle spiagge sulle quali viene illecitamente imposto un pedaggio di accesso dai gestori degli stabilimenti balneari. Succede nelle riviere liguri, dove solo 19 chilometri di spiaggia su 135 sono liberi; a Siracusa, dove i litorali liberi sono praticamente un miraggio; a Otranto, dove durante il passaggio della Goletta Verde l’ennesima privatizzazione di un tratto di spiaggia libera ha provocato la reazione dei cittadini, stanchi di vedere insabbiato il loro diritto al mare.
(Clb)