Roma, 18 ago – Saranno raccolti presso il principale monumento cittadino di Civatevecchia i documenti che raccontano dell’epopea dell’emigrazione italiana verso l’America, in particolare verso Usa, Argentina e Uruguay, che ha visto la cittadina laziale protagonista di questo fenomeno e che trasformerà il Forte Michelangelo in uno dei più importanti musei dell’emigrazione in Italia. Ad annunciarlo il delegato al Commercio ed alla riqualificazione del Forte, Fabrizio Reginella che, di concerto con il sindaco Moscherini ed in collaborazione con la Niaf (National Italian American Foundation) ha intenzione di dare il via a questo progetto. “E’ un’iniziativa – ha spiegato il consigliere Reginella – che va inserita in almeno tre contesti: culturale, commerciale e portuale. Per quanto riguarda il primo punto, l’Italia ha bisogno di recuperare il rapporto con le proprie radici e di ricordare che il suo popolo ha “invaso” il mondo ed in particolare il nuovo continente. Dal punto di vista commerciale, poi, non c’è modo migliore di trattenere i croceristi in città: si pensi solo che l’86% di loro arrivano dagli Stati Uniti e che di questi più di un terzo sono di origine italiana”. La collaborazione con la Niaf è iniziata circa due mesi fa: “Francesco Nicotra, presidente della Niaf – ha spiegato il delegato – ha scelto Civitavecchia nonostante le proposte romane sia per non confondere questo museo nel mare culturale capitolino, sia per contestualizzare la tradizione di navigazione. Abbiamo avuto modo di visitare i suoi archivi: c’è materiale cartaceo, audiovisivi, raccomandazioni e garanzie, veramente documenti da far venire i brividi al museo di Ellis Island. Dal 16 al 18 ottobre poi una nostra delegazione sarà a New York per il convegno Niaf al quale saranno presenti il presidente Usa in carica George Bush ed i due contendenti Obama e McCaine. In questa sede proveremo a chiudere anche il gemellaggio tra il porto di Civitavecchia e quello della Grande Mela”.
(Sab)