Roma, 12 ott – Sono 2.500 gli incidenti sul lavoro che si verificano ogni giorno nel nostro Paese: ogni giorno muoiono tre persone e 27 rimangono permanentemente invalide: sono questi i dati che ha messo in luce l’Anmil, l’associazione nazionale fra i mutilati e invalidi del lavoro, e che sono emersi in occasione della 58esima Giornata nazionale per le vittime degli incidenti sul lavoro. L’evento è stato organizzato dall’associazione “per richiamare l’attenzione delle istituzioni, delle forze sociali e dei mezzi di informazione su quella che è una drammatica questione”. Secondo i dati Inail, nel 2007 le morti bianche sono state circa 1.200, “un numero inaccettabile per un paese civile” ha sottolineato l’Anmil, secondo cui “tali cifre testimoniano la persistente gravità del fenomeno infortunistico che resta una delle principali cause di morte e provoca quasi il doppio dei decessi rispetto agli omicidi”. La giornata è stata occasione anche per denunciare le drammatiche condizioni di vita degli oltre 800 mila invalidi del lavoro e dei quasi 130 mila superstiti di caduti sul lavoro, tra vedove e orfani “per i quali – secondo l’Anmil – è necessario arrestare il progressivo deterioramento dei livelli di tutela indennitaria, interrompendo la deriva assistenzialistica verso cui il sistema si sta spingendo negli ultimi anni. Basti pensare che una vedova percepisce in media una rendita di appena 700 euro al mese”. Per l’Anmil, allo stesso tempo, deve però “essere un impegno condiviso da tutti quello di arginare il fenomeno degli infortuni sul lavoro, con una vera e responsabile applicazione delle norme per la prevenzione, sia da parte delle aziende che dei lavoratori”.
(Gil)