Roma, 25 nov – Più di 3 volte su 10 i treni pendolari si fanno attendere più di 5 minuti. Questo il risultato della campagna di Legambiente “Pendolaria”, che, dall’11 al 14 novembre, ha visto il monitoraggio di oltre 1.400 treni pendolari in arrivo nelle stazioni di Milano, Torino, Verona, Genova, Bologna, Roma, Napoli, Bari e Palermo. A Palermo quasi la metà dei convogli (circa il 48%) arriva in ritardo e la stessa sorte tocca ai pendolari di Napoli costretti ad aspettare il treno più o meno una volta su due (47%). Poco distanti nella classifica dell’attesa c’è Milano, con oltre il 43% dei treni che sforano i 5 minuti, Roma con il 42% e Bologna con quasi il 40%. Dalle 7 alle 10 del mattino, i volontari di Legambiente hanno tenuto sotto controllo gli arrivi in stazione per rilevare l’efficienza del servizio di trasporto pendolare italiano, analizzando quali siano i reali problemi di chi viaggia in treno e la necessità di un rilancio del trasporto ferroviario locale. Mediamente i convogli che viaggiano sulle tratte pendolari accumulano più di un quarto d’ora di ritardo (15,64 minuti) con picchi di quasi 20 minuti. I dati sono stati rilevati prendendo come orario d’arrivo l’effettiva discesa del passeggero dal treno, diversamente da quanto previsto dal criterio applicato in tutta Europa per cui è l’orario d’arrivo del treno sul marciapiede quello che conta. Il rilevamento però, coerentemente con criteri condivisi dal Gruppo Ferrovie dello Stato con le Associazioni dei Consumatori nell’ambito di un tavolo di confronto sulla puntualità, ha preso in considerazione solo i ritardi superiori ai 5 minuti. “La fotografia scattata con questa indagine evidenzia come, la situazione dei ritardi sia una condizione cronica del servizio ferroviario dovuta in gran parte alla scarsità dei treni a disposizione soprattutto negli orari di punta”. Queste le parole di Edoardo Zanchini, responsabile nazionale Trasporti di Legambiente che propone: “Potenziare il trasporto su ferro rappresenta la miglior soluzione per decongestionare le nostre città dal traffico e ridurre emissioni di gas serra e gli incidenti ma è impossibile farlo senza risorse. Nuovi treni migliorerebbero la situazione del sovraffollamento che, a parte alcuni episodi di maltempo, è la causa principale dei ritardi. Non possiamo pensare di convincere le persone a lasciare a casa l’auto se in treno impiegano più tempo e incontrano condizioni di disagio. Per questo chiediamo che sia finanziato il progetto per l’acquisto dei 1000 nuovi treni. È urgente un intervento che Governo e Regioni non possono più rimandare”.
(Apa)